15 dicembre 2019
Aggiornato 14:30

Abu Mazen vuole la NATO in Palestina

Una forza della Nato guidata dagli Stati Uniti a presidiare a tempo indefinito il territorio del futuro Stato palestinese. E' la proposta lanciata dal presidente dell'Autorità palestinese, Abu Mazen, in un'intervista rilasciata al «New York Times». L'ipotesi del leader palestinese sembra difficilmente accettabile da Israele

NEW YORK - Una forza della Nato guidata dagli Stati Uniti a presidiare a tempo indefinito il territorio del futuro Stato palestinese. E' la proposta lanciata dal presidente dell'Autorità palestinese, Abu Mazen, in un'intervista rilasciata al New York Times.

Dal suo quartier generale di Ramallah, Abu Mazen ha dichiarato che un accordo potrebbe prevedere la fine della presenza dei soldati israeliani in Cisgiordania entro cinque anni - non tre, come precedentemente sostenuto - e che lo smantellamento degli insediamenti ebraici segua una tabella di marcia simile. La Palestina, ha detto, non avrà un proprio esercito, ma una forza di polizia; questo significa che la missione della Nato avrebbe la responsabilità di prevenire il contrabbando di armi e il terrorismo, che rappresentano i maggiori timori dello Stato israeliano.

La forza della Nato potrebbe restare «per molto tempo e andare ovunque volesse, non solo ai confini orientali - con la Giordania, ndr - ma anche lungo quelli occidentali - con Israele, ndr - ovunque» ha detto Abu Mazen.
«Potrebbe restare per rassicurare gli israeliani e proteggerci» ha aggiunto. «Credete che potremo essere al sicuro se gli israeliani non si sentiranno al sicuro?» ha concluso, nell'intervista rilasciata a sei mesi dall'inizio dei difficili colloqui di pace tra israeliani e palestinesi, con la mediazione del segretario di Stato americano, John Kerry, che sta preparando la struttura per un accordo tra le due parti che comprenda anche un piano di sicurezza, il ripristino dei confini del 1967, il riconoscimento dello Stato ebraico da parte dei palestinesi e di Gerusalemme come capitale di entrambi i Paesi.

IsIsraele non ha voluto commentare la proposta di Abu Mazen sulle forze della Nato, ma appare difficile pensare che possa accettare la presenza di soldati stranieri. Jen Psaki, portavoce di Kerry, ha risposto via email al New York Times che «ci sono molte idee proposte da israeliani e palestinesi, ma è prematuro fare ipotesi sui contenuti finali della struttura» per un accordo. Sul riconoscimento di Israele come Stato ebraico, Abu Mazen ha però detto: «E' fuori questione», facendo notare che negli accordi con Giordania ed Egitto con Israele non è stato un argomento di discussione.