23 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
L'allarme lanciato dal premier Antonis Samaras

Crisi: Grecia, noi come la Germania pre-nazismo

Il primo ministro alza i toni della retorica sugli appelli per ottenere la nuova tranche di aiuti europei. I lunghi anni di recessione economica, in cui il Paese ha portato avanti duri piani di risanamento dei conti ancora non completati, hanno finito per creare una situazione di tensione sociale analoga a quella della Germania con la Repubblica di Weimar

ATENE - Ha lanciato allarmi sulla stessa tenuta democratica della Grecia il premier Antonis Samaras, che ha scelto un quotidiano finanziario della Germania, l'Handelsblatt, per alzare i toni della retorica sugli appelli per ottenere la nuova tranche di aiuti europei. Senza questi fondi, ha avvertito Samaras, Atene ha liquidità solo fino a fine novembre, poi si ritroverà con le casse vuote.
E i paragoni che ha fatto con il periodo del secolo scorso che favorì l'ascesa del nazismo in Germania, appaiono un esplicito avvertimento sul cosa rischierebbe di accadere se la Grecia venisse lasciata senza sostegni.

CRESCE LA TENSIONE SOCIALE - «La democrazia greca sta attraversando forse il suo momento più difficile», ha detto. Perché secondo Samaras i lunghi anni di recessione economica, in cui il paese ha portato avanti duri piani di risanamento dei conti ancora non completati, hanno finito per creare in Grecia una situazione di tensione sociale analoga a quella della Germania con la Repubblica di Weimar. L'iperinflazione e la recessione che colpirono la Germania di allora finirono per spianare la strada al nazismo.

ABBIAMO RISORSE FINO A NOVEMBRE - La Grecia può andare avanti fino alla fine di novembre senza ricevere la nuova tranche di aiuti internazionali, poi le casse statali «saranno vuote». In questo momento i funzionari della troika (Commissione europea, Fmi e Bce) si trovano in Grecia per valutare i progressi del governo di Atene nella messa in atto del piano volto a ricevere aiuti. Se il rapporto non convincerà, difficilmente sarà concessa la tranche da 31 miliardi di euro e Atene potrebbe essere costretta a dichiarare il default.

SE FALLIREMO CI ATTENDE IL CAOS - Samaras si è comunque detto fiducioso del fatto che il denaro arrivi, e ha ribadito che Atene sta proseguendo con il consolidamento del bilancio, lavorando per velocizzare le privatizzazioni e provando ad attirare investitori stranieri. Tuttavia non ha nascosto le difficoltà delle negoziazioni con i creditori internazionali. «La troika sta chiedendo prima di tutto tagli a pensioni e stipendi. Questo è molto difficile, perché stiamo già sanguinando. I tagli attuati arrivano già all'osso. Siamo al limite di ciò che possiamo aspettarci dalla nostra popolazione». Il premier conservatore, che guida una coalizione di governo di tre partiti, che comprende anche i socialisti del Pasok e il partito della sinistra democratica Dimar, ha poi aggiunto: «Il popolo sa che questo governo è l'ultima possibilità per la Grecia. Se falliremo ci attende il caos»em>