30 ottobre 2020
Aggiornato 11:30
Ultima chiamata per evitare un nuovo voto

Grecia, i leader dei partiti da Papoulias

L'incontro tra i leader politici - il conservatore Antonis Samaras, il socialista Evangelos Venizelos e il leader della sinistra radicale Syriza Alex Tsipras - e il presidente greco è in programma per domani alle 11. Si cerca l'accordo di governo di unità. Bundesbank: Rischio stop aiuti

ATENE - Ultima chiamata in Grecia per evitare un nuovo voto a giugno e l'uscita del paese ellenico dalla zona euro. Il presidente greco Carolos Papoulias ha convocato per domani i capi dei tre principali partiti usciti dalle elezioni del 6 maggio scorso per trovare un accordo sulla formazione di un governo di unità nazionale entro giovedì.
L'incontro tra i leader politici - il conservatore Antonis Samaras, il socialista Evangelos Venizelos e il leader della sinistra radicale Syriza Alex Tsipras - e il presidente greco è in programma per domani alle 11. Papoulias vedrà in seguito anche i leader dei partiti minori, compreso il partito neonazista Alba dorata, secondo quanto indicato oggi dall'ufficio del presidente.

Ieri è fallito anche il tentativo di formare un governo guidato dal leader del Pasok Venizelos che garantisse l'applicazione degli accordi negoziati con Ue ed Fmi. Per Papoulias - secondo fonti della presidenza - ci sono dei «piccoli segnali di ottimismo» sulla possibile formazione di un governo sostenuto da conservatori, socialisti e da un partito di sinistra europeista. «Le cose sono piuttosto difficili», ha commentato Venizelos, affermando che qualcuno dovrà rappresentare la Grecia al vertice dei ministri delle Finanze dell'eurozona lunedì e al summit Nato martedì e a quello dell'Unione europea venerdì.

Intanto la Germania non allenta la pressione sulla Grecia: «Se Atene non rispetterà gli impegni - ha avvertito il presidente della Bundesbank Jens Weidmann in una intervista alla Sueddeutsche Zeitung - questa è una decisione democratica. Di conseguenza però le basi per ulteriori aiuti finanziari verranno meno». Ieri il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha spiazzato tutti sostenendo che «l'eurozona può sopportare un'uscita della Grecia».