29 novembre 2022
Aggiornato 12:00
Seconda tappa della procedura comunitaria d'infrazione

Acqua, l'UE all'Italia: Direttiva recepita male

La direttiva quadro dell'UE costituisce la base per la gestione e protezione delle acque superficiali e sotterranee

BRUXELLES - La commissione europea ha deciso oggi a Bruxelles, di inviare all'Italia, un «parere motivato» (seconda tappa della procedura comunitaria d'infrazione) per non aver recepito in modo corretto e completo la direttiva quadro dell'Ue che costituisce la base per la gestione e protezione delle acque superficiali e sotterranee. Se l'Italia non risponderà entro 2 mesi o darà una risposta giudicata insoddisfacente , la commissione potrà ricorrere in corte Ue di giustizia.

Due mesi di tempo per rispondere - La direttiva quadro sulle acque obbliga gli Stati membri a creare e mantenere «piani di gestione di bacini idrografici», contenenti precisi obiettivi, qualitativi e quantitativi, ecologici e chimici, da conseguire entro un lasso di tempo indicato e secondo modalità indicati nei piani. L'Italia non ha trasposto correttamente nel proprio ordinamento una serie di articoli della direttiva, in particolare quelli riguardanti l'obbligo di adottare tutte le misure necessarie per conseguire un «buono stato» dei bacini idrografici entro le scadenze previste. Manca, inoltre, l'obbligo di mantenere un registro aggiornato delle aree protette.
La commissione si dice inoltre «perplessa» riguardo al corretto recepimento degli allegati II e V della direttiva, riguardanti le acque superficiali e sotterranee e in particolare il monitoraggio del loro stato. Non è stato correttamente recepito, soprattutto riguardo agli scarichi chimici. L'esecutivo Ue aveva già inviato all'Italia una lettera di messa in mora nel maggio 2010, ma ha giudicato che gli emendamenti apportati alla legislazione nazionale e le risposte fornite dalle autorità non hanno rimediato a tutti i problemi che erano stati sollevati da Bruxelles.