2 dicembre 2020
Aggiornato 22:30
La crisi egiziana

Manifestanti convergono su piazza Tahrir per cortei di massa

Per rivendicare riforme e un cambiamento democratico, a un anno esatto dalla rivolta che portò alla caduta di Hosni Mubarak. Proteste sono inoltre in programma in altre zone dell'Egitto, compresa la città di Alessandria e quella di Suez

IL CAIRO - I manifestanti egiziani sono diretti a piazza Tahrir al Cairo, per unirsi alle centinaia già accampati, prima dei cortei di massa per rivendicare riforme e un cambiamento democratico, a un anno esatto dalla rivolta che portò alla caduta di Hosni Mubarak.
I dimostranti lasceranno le moschee della capitale dopo la preghiera di mezzogiorno e si dirigeranno verso piazza Tahrir, in una giornata ribattezzata il «Venerdì dell'orgoglio e della dignità» dalle ventisette organizzazioni filodemocratiche che hanno promosso la protesta.

Proteste sono inoltre in programma in altre zone dell'Egitto, compresa la città di Alessandria e quella di Suez. I cortei di oggi celebrano l'anno trascorso dal dispiegamento dell'esercito per controllare le proteste che invocavano la fine del regime di Mubarak. I militari presero il potere l'11 febbraio quando l'ex presidente si decise finalmente a rassegnare le dimissioni, mettendo fine al suo trentennale regime.
Un anno dopo, però, la maggior parte degli egiziani è ormai disincantata - anzi in molti casa imbestialita - nei confronti del regime militare, che i manifestanti accusano di abusi di diritti umani e di rinnegare le promesse di riforma.