25 luglio 2021
Aggiornato 18:00
La rivolta in Egitto

Tra festa e contestazioni si celebra la rivolta anti-Mubarak

Decine di migliaia di egiziani sono tornati a piazza Tahrir, al Cairo, per celebrare il primo anniversario dell'inizio della storica rivolta contro il presidente Mubarak, tra atmosfera di festa e appelli alle dimissioni dei generali al potere

IL CAIRO - Decine di migliaia di egiziani sono tornati a piazza Tahrir, al Cairo, per celebrare il primo anniversario dell'inizio della storica rivolta contro il presidente Mubarak, tra atmosfera di festa e appelli alle dimissioni dei generali al potere.
Islamici, liberali, sostenitori di sinistra e cittadini ordinari si sono radunati in questa «giornata della rivoluzione» a piazza Tahrir cuore del movimento che in 18 giorni ha messo fine a 30 anni di regime di Mubarak. Manifestazioni sono previste anche ad Alessandria d'Egitto, Suez e Ismailiya, lungo il canale.

Al Cairo, alcuni manifestanti sventolano bandiere egiziane altri cartelli con slogan anti-generali, a dimostrazione del disaccordo tra gli egiziani su quello che rappresenta questa giornata.
I Fratelli musulmani, che dominano l'assemblea recentemente eletta, sono presenti in gran numero per celebrare una rivolta che ha permesso loro do uscire dalla semiclandestinità e ottenere un trionfo alle urne.
Ma il movimento pro-democrazia, motore della contestazione, è deciso a proseguire la sua rivolta incompiuta e chiedere la partenza del Consiglio supremo delle forze armate (Csfa), che dirige l'Egitto.

Il capo del Csfa, generale Hussein Tantawi, ha annunciato che oggi sarà revocato lo stato di emergenza in vigore da più di trenta anni. La legge sullo stato di emergenza, che consente delle restrizioni alle libertà pubbliche e processi in tribunali speciali, è stata in vigore ininterrottamente nei 30 anni di regime di Mubarak. Era stata istituita dopo l'omicidio del presidente Anwar Sadat nell'ottobre del 1981. Intanto, responsabili del servizio di sicurezza hanno annunciato la liberazione di 3.000 prigionieri.

Il ministro dell'Interno, Mohamed Ibrahim, ha spiegato che «la polizia non sarà presente sulle piazze dove si terranno le principali celebrazioni», ma si concentrerà sulla protezione degli edifici pubblici, frequentemente presi di mira nel corso delle precedenti manifestazioni.