13 novembre 2019
Aggiornato 02:30
La rivolta in Siria

Siria: battaglia tra disertori e lealisti, 5 civili uccisi

Esplosioni e colpi d'arma da fuoco dell'artiglieria pesante sono stati uditi a Busra al Harir e Lujah, mentre almeno cinque persone sono rimaste uccise nella repressione delle manifestazioni di protesta in tre diverse città del paese

DAMASCO - Nel giorno in cui l'opposizione al regime ha convocato un nuovo sciopero generale contro Bashar al Assad, infuria la battaglia nel sud della Siria tra disertori e forze di sicurezza rimaste fedeli al presidente. Esplosioni e colpi d'arma da fuoco dell'artiglieria pesante sono stati uditi a Busra al Harir e Lujah, mentre almeno cinque persone sono rimaste uccise nella repressione delle manifestazioni di protesta in tre diverse città del paese.

Due persone sono state colpite a morte nella città di Hama, altre due sono morte a Idlib, la quinta è deceduta ad Homs, ha un attivista per la democrazia, riferisce al Jazeera. Intanto centinaia di disertori dell'esercito siriano hanno ingaggiato da ore una durissima battaglia contro le truppe fedeli al regime nel sud del paese.

Le truppe vicine al presidente siriano, per la maggior parte della 12esima Brigata meccanizzata con base a Isra, non lontano dal confine con la Giordania, hanno fatto irruzione nella città di Busra al Harir, dove hanno trovato la dura resistenza dei disertori.

Esplosioni e colpi d'arma da fuoco dell'artiglieria pesante sono stati uditi nella stessa città e a Lujah, una regione rocciosa a nord di Busra al Harir. Proprio qui si nasconderebbero parte dei disertori, che ne hanno fatte la loro base per il contrattacco.

La gente, intanto, è nuovamente scesa in piazza per manifestare tutto il suo dissenso nei confronti di Damasco. L'astensione dal lavoro «è stata largamente condivisa» nella provincia di Deraa, così come nelle località di Jabal al Zaouia e Idleb, alla frontiera con la Turchia, dove le manifestazioni di protesta sono assai vive sin dal loro inizio, circa nove mesi fa, hanno riferito fonti dei dissidenti.

Lo sciopero è stato seguito al 100% nei quartieri che si oppongo al regime a Homs», ha riferito un militante di un'ong siriana. «In tutte queste regioni, gli studenti non sono andati a scuola, gli uffici e le fabbriche sono rimasti chiusi», ha aggiunto la fonte.