13 luglio 2020
Aggiornato 17:00
Elezioni politiche in Russia

Putin: il «successo» di Russia Unita contribuisce alla stabilità politica

Putin ha ricordato che per adottare leggi serve la maggioranza assoluta, ovvero 226 voti, e alle elezioni parlamentari di domenica Russia Unita si è aggiudicata 238 seggi. A migliaia in piazza a Mosca: «Russia senza Putin». Dura l'Osce: Viste urne piene di schede precompilate

MOSCA - Il successo della campagna elettorale del partito di governo Russia Unita era «importante sia per l'esecutivo che per l'intero Paese». Lo ha detto il premier russo Vladimir Putin all'indomani delle legislative russe di ieri, dove il suo movimento politico ha rischiato di perdere la maggioranza assoluta. Putin ha inoltre sottolineato che «Russia Unita negli ultimi anni ha rappresentato i fondamenti della nostra stabilità politica».
Putin ha pure ricordato che per adottare leggi serve la maggioranza assoluta, ovvero 226 voti, e alle elezioni parlamentari di domenica Russia Unita si è aggiudicata 238 seggi.
«Questo rende possibile, come ho già detto, un lavoro tranquillo e armonico, fornendo una stabilità molto importante» ha detto Putin, congratulandosi con tutti coloro che sono coinvolti in questo lavoro, e con i cittadini per la partecipazione attiva alla campagna elettorale. «Voglio ringraziare chi è venuto e ha votato».

Dura l'Osce: Viste urne piene di schede precompilate - Il voto delle legislative russe è stato accompagnato da numerose violazioni secondo l'Osce e il giudizio arriva all'indomani di una competizione elettorale alquanto tormentata, con «violazioni» e «brogli» - a detta degli osservatori - soprattutto in sede di scrutinio, quando gli scrutatori si sarebbero ritrovati a conteggiare urne riempite non dagli elettori. Una critica grave, che getta un'ulteriore ombra sull'esito del voto: il partito di Vladimir Putin ha mantenuto la maggioranza assoluta dei seggi nella camera bassa del Parlamento, la Duma, ma ha registrato una forte perdita di consensi rispetto alle consultazioni di 4 anni fa.
Gli osservatori dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa hanno rilevato che «le elezioni erano ben organizzate, ma durante il conteggio dei voti la qualità della procedura si è deteriorata in modo significativo». Gli esperti hanno segnalato «gravi indizi che le urne fossero state riempite in precedenza». Un verdetto pesante insomma, immediatamente seguito dall'esortazione del ministero degli Esteri francese «a far luce» sulle violazioni perchè il voto «è un evento importante per la democrazia in Russia».

A migliaia in piazza a Mosca: «Russia senza Putin» - Sono arrivati a migliaia in piazza a Mosca e ormai hanno ampiamente superato i 2mila partecipanti inizialmente annunciati dalla stessa opposizione extraparlamentare: al grido «Russia senza Putin!», i partecipanti al meeting, sostenuto anche dal blogger Aleksy Navalny e da uno dei più acerrimi nemici del premier russo, Boris Nemzov, stanno riempendo la piazza Chisti Prudy e hanno già rotto gli argini delle transenne, collocate dalla polizia presente con un gran numero di agenti, poliziotti in tenuta antisommossa, camion, autobus usati generalmente per gli arresti.
Una folla così numerosa non si era mai vista in piazza nell'epoca Putin. I boati riempiono l'aria, mentre una pioggia cade battente, senza tuttavia scoraggiare le migliaia di persone che gridano «Ladri», «Corrotti» sventolando le bandiere di alcune delle formazioni, come Solidarnos e altri movimenti anti-governo.
Negli ultimi minuti la polizia in tenuta antisommossa con caschi e giubbotti antiproiettili si sta avvicinando alla piazza già ampiamente presieduta e transennata. L'ingresso allo spazio consentito alla manifestazione è consentito soltanto attraverso quattro metal detector. La folla aveva riempito anche la strada che passa lateralmente a Chisti Prudy che in russo significa gli stagni puliti, impedendo perfino il passaggio dei tram. Tuttavia la polizia ha creato un cordone per fare passare un mezzo pubblico, facendo di fatto sloggiare parte delle persone.

In piazza anche comunisti: Ci hanno rubato il 15% dei voti - Oltre a blogger ed esponenti dei movimenti extra-parlamentari anti-Putin, a Mosca oggi sono scesi in piazza anche i comunisti. Centinaia di dimostranti hanno inscenato una manifestazione per protestare contro i risultati delle elezioni nelle quali, a loro dire, «almeno il 15 per cento dei voti sono stati rubati da ladri e imbroglioni». Lo racconta l'agenzia di stampa Interfax.
I dimostranti hanno fischiato e rumoreggiato quando il capo del partito di Mosca, Valery Rashkin, ha annunciato i risultati delle elezioni. Ci sono state invece, urla di approvazione quando sono stati nominate le regioni in cui il Partito comunista (Kprf) ha ottenuto risultati positivi. «E' finito il tempo di ladri e imbroglioni. La Russia s'è svegliata e ha visto che il Kprf sta trascinando il paese», ha detto Rashkin. «Abbiamo avuto - ha continuato - molti più voti. Almeno il 15 per cento dei voti sono stati rubati da ladri e imbroglioni».
Molti poliziotti in assetto anti-sommossa hanno scortato il corteo. Molti dimostranti avevano fazzoletti e bandiere rosse coi simboli comunisti. Il Partito comunista dovrebbe ottenere 92 seggi nella nuova Duma. La formazione politica ha già annunciato ricorso contro il risultato, denunciando brogli.