23 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
La decisione spetterà al Consiglio di Sicurezza

ONU: Abu Mazen, i palestinesi vogliono il loro Stato

Netanyahu interessato a incontro con Abu Mazen a New York. Il Presidente dell'ANP: «Pronto a incontrare il premier israeliano». Clinton e Lavrov lavorano a dichiarazione Quartetto. Sondaggio: 83% palestinesi sostiene iniziativa all'ONU

NEW YORK - Il presidente palestinese Abu Mazen intende ottenere una decisione del Consiglio di sicurezza sulla domanda di riconoscimento unilaterale dello stato palestinese che presenterà venerdì all'Onu, prima di prevedere «altre opzioni»: lo ha detto uno dei negoziatori dell'Anp, Nabil Shaath.
«Il presidente ha detto: vogliamo una decisione del Consiglio di sicurezza. Dopo, tutte le opzioni sono aperte», ha spiegato Shaath, membro della delegazione palestinese impegnata in questi giorni al Palazzo di Vetro, alludendo in particolare alla possibilità per i palestinesi di rivolgersi all'Assemblea generale per diventare Stato non membro dell'Onu.
La decisione di Abu Mazen di rivolgersi al consiglio di sicurezza accrescerebbe, pero, le possibilità di uno scontro con gli Stati uniti, che hanno già avvertito che faranno valere il loro diritto di veto.

Netanyahu interessato a incontro con Abu Mazen a New York - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è detto «interessato» questa sera a una riunione con il presidente palestinese Abu Mazen, in occasione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite questa settimana a New York. Lo indica un comunicato del suo ufficio.
«Il primo ministro è interessato a una riunione con il presidente dell'Autorità palestinese a New York», afferma il comunicato pubblicato ad alcuni giorni dalla domanda di pieno riconoscimento di uno stato palestinese all'Onu, che il presidente palestinese Abu Mazen intende presentare venerdì.

Abu Mazen: «Pronto a incontrare il premier israeliano» - Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, ha detto di essere pronto a incontrare il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, a New York a margine all'Assemblea generale dell'Onu. In un'intervista alla televisione statunitense Fox News, Abu Mazen ha detto di essere pronto a «incontrare qualsiasi rappresentante di Israele in qualsiasi momento, ma se non c'è nulla di tangibile sarebbe inutile».
Ieri sera, il primo ministro israeliano si è detto «interessato» questa sera a una riunione con il presidente dell'Anp, in occasione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. «Il primo ministro è interessato a una riunione con il presidente dell'Autorità palestinese a New York», si legge su un comunicato pubblicato ad alcuni giorni dalla domanda di pieno riconoscimento di uno Stato palestinese all'Onu, che il presidente palestinese Abu Mazen intende presentare venerdì.

Clinton e Lavrov lavorano a dichiarazione Quartetto - Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton e il suo omologo russo Sergei Lavrov hanno lavorato ieri sera a una possibile dichiarazione del Quartetto per il Medio Oriente che mira a risolvere la crisi diplomatica all'Onu attorno alla richiesta di riconoscimento di uno Stato palestinese che il presidente dell'Anp Abu Mazen intende avanzare venerdì. «Non è stata evocata una formula particolare, né sono stati presi in esame parti di testo», ha riferito un alto responsabile americano, al termine dell'incontro, precisando che si è trattato di un colloquio più «strategico» che pratico.
«Hanno esaminato gli elementi che saranno necessari, dal loro punto di vista, non soltanto nel contesto di questa settimana a New York, ma per occuparsi di un conflitto che dura da decenni», ha spiegato questa fonte parlando a condizione di anonimato.

Frattini: «Quartetto lanci appello per ritorno al negoziato» - New York, 19 set. (TMNews) - La comunità internazionale, riunita questa settimana a New York per la 66ma Assemblea generale delle Nazioni Unite, continua a lavorare freneticamente dietro le quinte per trovare una formula che consenta a israeliani e palestinesi di tornare al tavolo del negoziato prima di venerdì, giorno in cui il presidente palestinese Abu Mazen, come ha ribadito lui stesso nuovamente oggi, presenterà all'Onu la richiesta di riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente sui confini del '67, con Gerusalemme Est come capitale.
E il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, durante un incontro tenuto stamattina con una rappresentanza delle associazioni ebraiche americane, ha suggerito che il Quartetto (Usa, Russia, Onu e Ue) potrebbe «lanciare un appello per far ripartire il negoziato di pace», indicando «una data per la loro conclusione», al fine di mettere pressione alle parti. Una iniziativa di questo tipo, secondo Frattini, sarebbe anche un «modo per ribadire l'unità del Quartetto ed evitare una catastrofica divisione tra Europa e Stati Uniti».
Per quanto riguarda la posizione europea, Frattini ha spiegato ai rappresentanti delle comunità ebraiche americane che in Europa «c'è stato un dibattito e la maggioranza dei paesi è concorde cha la proclamazione unilaterale di uno Stato palestinese segnerebbe la fine del negoziato di pace».
«Abbiamo quindi concordato di non manifestare pubblicamente posizioni nazionali finché non metteremo a punto una posizione europea», ha aggiunto il ministro. «Domani ci sarà una riunione tra i paesi Ue per ribadire che i negoziati sono l'unica strada per arrivare alla soluzione dei due Stati».

Stato palestinese, accordo Hamas-Fatah per non manifestare - Hamas ha annunciato di aver concluso un accordo con al Fatah per non organizzare manifestazioni a Gaza in occasione della domanda di riconoscimento di uno Stato della Palestina venerdì alle Nazioni Unite, per evitare divisioni.
I due movimenti «si sono messi d'accordo per revocare ogni iniziativa e ogni manifestazione di sostegno o denuncia al passo di Abu Mazen all'Onu», ha dichiarato un responsabile di Hamas in un comunicato, «Conformemente all'accordo di riconciliazione e nel quadro degli sforzi per porre fine alle divisioni, Fatah e Hamas hanno raggiunto un accordo per unificare le loro posizioni nella striscia di Gaza allo scopo di evitare ogni azione che li potrebbe nuovamente dividere».

Sondaggio: 83% palestinesi sostiene iniziativa all'ONU - Secondo un sondaggio pubblicato oggi, l'83% dei palestinesi sostiene la richiesta di riconoscimento del loro Stato che venerdì sarà sottoposta all'Onu anche se teme gravi conseguenze economiche. Fra gli intervistati dal Centro palestinese di ricerca e analisi politica, il 78% afferma che Israele sospenderà il trasferimento delle tasse collettive, vitale per la loro economia, e aumenterà le restrizioni a loro carico in seguito alla campagna condotta presso l'Onu. Il 64% si aspetta anche delle misure economiche punitive da parte degli Stati Uniti.
Consenso «emerge sulla richiesta di adesione di uno Stato palestinese all'Onu anche se la grande maggioranza pensa che l'iniziativa rafforzerà le difficoltà sul campo», spiega il Centro. Le persone intervistate hanno tuttavia poca speranza di vedere l'iniziativa all'Onu andare a buon fine: il 77% pensa che Washington farà valere il suo diritto di veto. Il 54% dichiara inoltre che parteciperà alle manifestazioni previste questa settimana.
Il sondaggio, realizzato presso 1.200 persone in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, con un margine di errore del 3%, è stato effettuato poco prima della partenza del presidente Abu Mazen per New York. Il presidente palestinese venerdì chiederà l'ammissione all'Onu di uno Stato palestinese alla frontiere del 4 giugno 1967 - Cisgiordania, Striscia di Gaza e Gerusalemme est - al Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-moon perché la sottoponga al Consiglio di sicurezza.