20 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Le milizie di Assad sparano sugli oppositori

Siria, 2 morti e 4 feriti a ovest di Hama

Assad: «Senza valore le richieste di dimissioni dell'Occidente». La Croce Rossa spera di poter cominciare le visite ai detenuti

HAMA - Due persone sono state uccise e quattro ferite, nella notte, dai Chabiha, a ovest di Hama. Lo ha reso noto l'Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo (Osdh). I Chabiha sono miliziani fedeli al presidente Bashar al-Assad.
«A Misyaf, in seguito a una manifestazione in favore di Bashar al-Assad, dei Chabiha sono entrati in un quartiere ostile al regime e hanno aperto il fuoco, uccidendo due persone e ferendone quattro» ha affermato il direttore dell'Osservatorio, Rami Abdel Rahmane.

Assad: «Senza valore le richieste di dimissioni dell'Occidente» - Il Presidente siriano Bashar Assad ha definito «senza valore» le richieste di dimissioni arrivate nei giorni scorsi dall'Occidente, «perchè non sono stato eletto dagli americani o dagli occidentali, ma dai siriani».
Nell'intervista rilasciata oggi alla televisione siriana, riportata da al Jazeera, Assad ha quindi detto di non temere «un'azione militare da parte delle Nazioni Unite», perchè «qualsiasi azione contro la Siria avrebbe conseguenze enormi che non potrebbero mai sopportare».
Sui rapporti con la Turchia, il Presidente ha fatto sapere che la Siria ascolta a prende consigli, ma «quando arriva il momento di prendere decisioni, nessuno può interferire». Ankara non ha chiesto le dimissioni di Assad, ma sollecita da tempo la fine «immediata» della repressione delle manifestazioni anti- regime che dura da cinque mesi.

Croce Rossa: «Speriamo di poter cominciare le visite ai detenuti» - Il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) spera di poter visitare «molto presto» le migliaia di prigionieri detenuti dall'inizio della contestazione in Siria. Lo ha indicato il portavoce dell'organizzazione a Damasco, Saleh Dabbakeh.
«Il presidente del Cicr, Jakob Kellenberger, durante la sua visita a Damasco il 21 e il 22 giugno, ha fatto una richiesta in questo senso», ha indicato Saleh Dabbakeh, portavoce del Cicr nella capitale siriana. «Ci sono state discussioni con le autorità e siamo fiduciosi di poter iniziare le visite molto presto», ha affermato senza voler indicare date precise.

Più di 10mila persone sono attualmente detenute nelle carceri siriane, secondo organizzazioni di difesa dei diritti umani. Durante la sua visita, Kellenberger aveva ottenuto anche la promessa di un accesso alle zone calde della Siria. Delegati si sono così potuti recare a Daraa, Idleb, Deir Ezzor, Hama e fornire aiuti alla popolazione, ha precisato Dabbakeh.
L'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay, ha indicato la settimana scorsa che esistono ormai «le prove» di «crimini contro umanità» commessi in Siria, invitando il Consiglio di sicurezza a rivolgersi alla giustizia internazionale. Ha precisato che il suo organismo ha stilato un elenco di 50 dignitari del regime siriano ritenuti responsabili della violenta repressione, tra cui torture e omicidi.