25 luglio 2021
Aggiornato 14:30
E' ripreso oggi al Cairo

Il processo Mubarak aggiornato al 5 settembre

L'ex Presidente egiziano nuovamente in aula in barella. All'esterno tafferugli tra manifestanti pro e contro Mubarak

IL CAIRO - Il presidente del tribunale penale del Cairo, Ahmed Refaat, ha annunciato oggi il rinvio al 5 settembre del processo dell'ex presidente egiziano Hosni Mubarak, imputato per l'uccisione di circa 850 manifestanti durante la rivolta che ha portato alla sua deposizione, e per corruzione. Il giudice ha detto che le prossime udienze si terranno a porte chiuse e che la tv non potrà «più trasmettere le udienze in diretta».
Il giudice Refaat ha inoltre dichiarato che Mubarak e il suo ex ministro dell'Interno, Habib el-Adli, saranno giudicati nel corso dello stesso processo. E' stata così accolta una delle principali richieste degli avvocati dei familiari delle vittime. Il giudice ha quindi spiegato che la tv non potrà più trasmettere le udienze in diretta, come avvenuto in occasione delle prime due, il 3 agosto e oggi, perché bisogna «preservare l'interesse generale».

Mubarak in aula in barella - Oggi Mubarak, che ha 83 anni e soffre di problemi cardiaci, è giunto in ambulanza nel tribunale allestito presso l'Accademia di polizia, alla periferia del Cairo, ed è entrato in barella nella gabbia degli imputati, dove si trovavano anche i due figli Alaa e Gamal, accusati di corruzione. L'aula-bunker del processo, affollatissima di giornalisti e avvocati, era presidiata da 5.000 membri delle forze dell'ordine. All'esterno sono scoppiati tafferugli tra manifestanti pro e contro Mubarak, che si sono scambiati lanci di pietre.

Il ruolo dei Generali - Mubarak però gode di pochi simpatizzanti tra la gente comune e un buon numero di egiziani lo vedrebbe con piacere salire sul patibolo. Allo stesso tempo da qualche giorno si nota un atteggiamento più comprensivo nei confronti dell'ex presidente da parte di alcuni mezzi d'informazione e di certi ambienti della politica vicini anche se non compromessi con il passato regime.
Si dice che a favorirlo siano i generali del Consiglio supremo delle Forze Armate (Csfa) - che dallo scorso febbraio gestiscono la difficile transizione dell'Egitto verso la democrazia - i quali dopo aver mantenuto la promessa di far processare Mubarak, adesso preferirebbero evitare la sua condanna al massimo della pena.