29 luglio 2021
Aggiornato 18:30
Egitto

Mubarak in barella in tribunale: «Non colpevole»

Il Rais è accusato di omicidio e corruzione, rischia la pena di morte. Gli agenti sono dovuti intervenire più volte per sedare degli scontri fuori dal Tribunale

IL CAIRO - «Non colpevole, nego completamente tutte le accuse»: l'ex presidente egiziano Hosni Mubarak, sistemato su una lettiga nella gabbia nera degli imputati, è apparso in discrete condizioni nell'udienza di apertura del processo che lo vede accusato di corruzione e omicidio, e nel quale il rais rischia, se condannato, la pena capitale.
L'83enne Mubarak, dimessosi dall'incarico sei mesi fa dopo 18 giorni di proteste popolari, avrebbe secondo l'accusa autorizzato il Ministero degli Interni a utilizzare munizioni vere contro i manifestanti disarmati, accuse ribadite anche dagli avvocati di parte civile che rappresentano le famiglie delle vittime, e che hanno chiesto per il rais la pena di morte.

Il viaggio di Mubarak è iniziato questa mattina, trasportato in ambulanza dall'ospedale di Sharm-el-Sheikh, dove era ricoverato sotto sorveglianza, all'aeroporto dove lo attendeva un aereo militare. Atterrato alla base militare di Almaza, nella capitale, è stato scortato sempre in ambulanza alla sede dell'Accademia della Polizia, presidiata da oltre un migliaio di agenti per garantire la sicurezza.

Gli agenti sono dovuti intervenire più volte per sedare degli scontri fra i sostenitori dell'ex Presidente ed esponenti dell'opposizione: centinaia di persone, fra cui molti familiari delle vittime della repressione, si sono infatti radunate davanti all'Accademia per seguire il processo su uno schermo gigante allestito fuori dall'edificio.

Accanto a Mubarak, vestiti di bianco come prevede il regolamento per i detenuti non condannati, vi sono i figli Alaa e Gamal, accusati di corruzione e anch'essi dichiaratisi non colpevoli; alla sbarra anche l'ex ministro degli Interni Habib el-Adli - già condannato a 12 anni di carcere e il cui processo è stato cumulato con quello del rais, non senza proteste da parte dei suoi difensori - e altri sei alti dirigenti delle forze di sicurezza; infine, viene processato in contumacia anche l'imprenditore Hussein Salem, considerato vicino alla famiglia Mubarak.