4 aprile 2020
Aggiornato 04:30
Iran

Salviamo Sakineh, appello di 17 personalità

La donna iraniana condannata alla lapidazione con l'accusa di adulterio e complicità nell'omicidio del marito. La sentenza attesa il 21/8

TEHERAN - Ancora un appello in favore di Sakineh, la donna iraniana condannata alla lapidazione con l'accusa di adulterio e di complicità nell'omicidio del marito. Questa volta la richiesta in extremis è sulla prima pagina del Corriere della Sera, firmata da Bernard Henry-Levy e da altre 17 personalità, scrittori, attivisti dei diritti umani e politici, tutti «indignati dal persistere di questo abominio nel ventunesimo secolo».
La giovane donna iraniana ha già subito la pena delle 99 frustate sotto gli occhi di uno dei suoi due figli. Ora Sakineh Ashtiani attende nella prigione di Tabriz, in Iran, la sentenza sul suo caso, fissata per dopodomani, 21 agosto. Il Brasile le ha promesso asilo ma l'Iran ha rifiutato.
Nell'appello si ricorda che in Iran, ogni anno, decine di donne sono condannate alla fustigazione, lapidazione e altre forme di punizioni raccapriccianti. «E' nostro dovere intervenire presso le Nazioni unite per ricordare al regime dei Mullah le promesse fatte nel 2002 e nel 2008, riguardanti appunto l'abolizione di queste punizioni.

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