14 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Elezioni politiche

Olanda, balzo in avanti dell'estrema destra anti-islam

Si profilano difficili trattative per il nuovo governo

L'AIA - Il partito di estrema destra anti-islam di Geert Wilders, passato da 9 a 24 seggi, è considerato oggi il grande vincitore delle elezioni politiche svoltesi ieri nei Paesi Bassi, mentre si profila un difficile scenario per la formazione del nuovo governo, dal momento che la prima forza del Parlamento è il Partito liberale (Vvd) di Mark Rutte, con 31 seggi, seguito dal Partito laburista (Pvda) di Jacob Cohen con 30. La Camera bassa olandese conta in totale 150 seggi, e il prossimo governo dovrà assicurarsi il sostegno di almeno 76 deputati.

Fondato nel 2006, il Partito per la Libertà (Pvv) di Wilders, è entrato per la prima volta in Parlamento quello stesso anno, sostenendo posizioni apertamente xenofobe. Alle elezioni europee dello scorso anno era giunto secondo, conquistando cinque dei 25 di deputati olandesi a Strasburgo. Anche alle elezioni amministrative dello scorso marzo ha raccolto piazzamenti significativi: è arrivato primo ad Almere, città di 190.000 abitanti nei pressi di Amsterdam, e secondo all'Aia.

Alla luce dei risultati si preannunciano dunque trattative non semplici per formare la nuova coalizione di governo. I liberali indicati come favoriti alla vigilia, alla fine si sono imposti, ma di misura. Il loro leader, Mark Rutte, ha un programma incentrato su forti tagli alla spesa pubblica al fine di ridurre il deficit pubblico, e prima del voto aveva assicurato che avrebbe formato il governo entro il 1 luglio, senza «escludere alcun partito». Anche se nessuno ne vuole parlare esplicitamente, insomma, la possibilità di un coinvolgimento dell'estrema destra nel governo - al limite con un appoggio esterno - è una delle possibilità sul tavolo.

L'ipotesi di una «grande coalizione», che metta insieme i liberali, i laburisti, gli ecologisti (10 seggi) e i centristi di D66 (10), non viene ancora oggi scartata del tutto, ma è altamente improbabile secondo Paul Scheffer, politologo dell'Università di Amsterdam: una coalizione simile significherebbe «un governo di sinistra con con un primo ministro liberale, e con i liberali in minoranza. Non penso che la faranno».

Le trattative saranno «molto, molto difficili» ha detto a sua volta il politologo Henk van de Kok, dell'Università di Twente. Il Pvv di Wilders «dovrà essere preso in considerazione, e non potrà più essere ignorato», ha detto all'Afp. «Per formare la nuova coalizione ci vorrà più tempo di quanto Mark Rutte pensi, prevedo che ci vorranno mesi. Non sarei sorpreso se avessimo un nuovo governo per settembre o ottobre».