19 gennaio 2020
Aggiornato 23:00
Esteri. Elezioni USA

Da New York ad Atlanta, primo test elettorale per Obama

Domani si vota, Democratici lottano per tenersi Virginia e New Jersey

SAN FRANCISCO - Quello di domani sarà il primo test elettorale per Barack Obama dopo la vittoria alle presidenziali un anno fa: la Virginia e il New Jersey scelgono il loro futuro governatore, New York e Atlanta il sindaco. Ma per i media Usa è solo il termometro della popolarità dell'inquilino della Casa Bianca davanti a sfide cruciali, in patria e all'estero.

Obama ha trascorso la giornata di domenica in New Jersey per fare pubblicità al governatore uscente, Jon S. Corzine, già manager Goldman Sachs ed ex senatore, molto vicino al presidente, l'unico candidato democratico che - stando ai sondaggi - potrebbe effettivamente uscire vincitore dall'Election Day davanti al repubblicano Christopher J. Christie.

«E' uno dei miei migliori partner alla Casa Bianca - ha detto di lui Obama nelle apparizioni in pubblico a Camden e Newark - abbiamo ancora tanto lavoro da fare insieme». Anche gli elettori della Virginia andranno alle urne, ma la partita dei democratici sembra persa in partenza visto che i sondaggi attribuiscono al repubblicano Bob McDonnell un vantaggio di addirittura undici punti percentuali sul rivale democratico Creigh Deeds.

Il presidente ha fatto tappa in Virginia - dove un anno fa si impose su McCain - martedì scorso, nel disperato tentativo di mantenere un membro del suo partito nel posto di governatore per il terzo mandato consecutivo. «Tanta gente mi dice che i sondaggi non sono positivi e che non è certo che ce la faremo» ha fatto notare Obama alla Old Dominion University di Norfolk. «Dovete ascoltarmi - ha proseguito - non credo al `non si può fare'. E non credo alla rinuncia».

Nel frattempo, ieri a New York il sindaco Michael Bloomberg, miliardario e candidato indipendente, e il democratico William Thompson, attuale assessore al bilancio, hanno battuto al tappeto ogni quartiere per un appello last-minute ai rispettivi sostenitori. Salvo sorprese il magnate Bloomberg, che ha investito nella campagna oltre 250 milioni di dollari della sua fortuna personale, dovrebbe strappare il terzo mandato alla guida della Grande Mela.

Ma il vero malumore è in casa democratica: diversi esponenti del partito hanno accusato Obama di non aver fatto abbastanza per aiutare Deeds in Virginia e Thompson a New York, e di aver tenuto un certo distacco per non vedere il proprio nome e volto associati a cavalli perdenti. Altra cosa è il New Jersey, dove la crisi economica (con una disoccupazione al 10 percento) ha contribuito ad abbattere i consensi di Corzine.