27 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Lettera Commissione episcopale favorevole a sistema universale

Vescovi USA all'attacco: «Riforma Sanità non paghi per aborto»

«Una versione della riforma sanitaria che protegga la vita e la dignità di tutti è un imperativo morale e un'obbligazione vitale per la nazione»

NEW YORK - I vescovi americani sono favorevoli ad una riforma della sanità per garantire a tutti una copertura, ma escludono categoricamente che il governo possa finanziare pratiche abortive e su questo punto sono sul piede di guerra: «Una versione della riforma sanitaria che protegga la vita e la dignità di tutti è un imperativo morale e un'obbligazione vitale per la nazione», ha scritto il vescovo William Francis Murphy di Rockville Center, New York, in una lettera inviata lo scorso 17 luglio al Congresso degli Stati Uniti. Il testo è stato ripreso anche dall'Osservatore Romano nella sua edizione elettronica di oggi.

Scrivendo come presidente della Commissione episcopale sulla giustizia interna e lo sviluppo umano, Murphy ha ricordato che i vescovi statunitensi da decenni chiedono una riforma del sistema sanitario in base a quattro criteri: rispetto per la vita e la dignità umana, accesso per tutti, pluralismo e costi sostenibili. «Due di questi criteri necessitano di attenzione speciale nel momento in cui il Congresso si muove verso una riforma del sistema sanitario», ha scritto Murphy.

Il primo, il rispetto per la vita e la dignità umana, ribadisce la contrarietà della Chiesa all'aborto. «Nessun piano di riforma dovrebbe far pagare noi o altri per la distruzione della vita umana, sia che questo avvenga attraverso il finanziamento governativo sia che accada attraverso una copertura assicurativa obbligatoria per quanto riguarda l'aborto. Ciascuna di queste azioni sarebbe moralmente sbagliata», si legge nella lettera. «Nessuna legislazione che obblighi gli americani a pagare o a essere complici dell'aborto avrà i voti sufficienti per passare», ricorda Murphy. Il vescovo ha fatto anche riferimento a leggi in vigore negli Stati Uniti che sanciscono il diritto degli operatori sanitari di rifiutarsi di effettuare pratiche abortive, come l'emendamento Weldon al Labor/Hhs appropriations Act del 2004. «La riforma del sistema sanitario non può essere un veicolo per abbandonare questo consenso che rispetta la libertà di coscienza e onora le migliori tradizioni americane».

Per quanto riguarda l'accesso universale, Murphy scrive che «tutti hanno bisogno e dovrebbero avere accesso ad un sistema sanitario completo e di qualità ad un costo ragionevole, e questo non dovrebbe dipendere dal livello sociale, da dove lavorano i genitori e se essi lavorano o meno, da quanto guadagnano, da dove vivono o da dove sono nati. La commissione episcopale ritiene che la riforma sanitaria dovrebbe essere davvero universale e dovrebbe essere offerta a prezzi genuinamente ragionevoli».