18 gennaio 2020
Aggiornato 04:30
Il più importante capitolo del primo anno di governo

Obama di nuovo in tv, sfida ai democratici sulla Sanità

Spunta l'ipotesi di un accordo per voto finale in autunno

NEW YORK - Il segreto della strategia comunicativa di Barack Obama per portare a termine la riforma sanitaria è sempre lo stesso: Barack Obama. Il presidente ha deciso ancora una volta di scendere in pista in prima persona e di apparire il più possibile in televisione per sfruttare la sua popolarità e convincere cittadini e parlamentari dell'urgenza della «madre di tutte le riforme», come chiamano a Washington il suo piano sulla salute.

Negli ultimi giorni Obama è intervenuto quotidianamente per parlare di sanità e questa sera ha in programma la sua quarta conferenza stampa in prima serata in appena sei mesi di governo, esattamente quante ne ha tenute George W. Bush in otto anni alla Casa Bianca.

La riforma della previdenza sanitaria è considerata il più importante capitolo del primo anno di governo dopo lo stanziamento degli «stimoli» per l'economia, ma da giorni lo stesso Partito Democratico si è spaccato e molti parlamentari della maggioranza ora chiedono al presidente di smettere di parlare di grandi temi e di entrare nei dettagli della riforma. I senatori democratici sono spaccati da settimane sui costi della riforma e l'ala di centro del partito, i cosiddetti «blue dogs», si sono messi di traverso la settimana scorsa chiedendo alla casa Bianca di rinviare la discussione alla fine dell'anno. Obama però vuole chiudere il capitolo il prima possibile anche alla luce dei sondaggi che danno gli americani sempre più scettici sul piano. La stessa popolarità del presidente è scesa per la prima volta dall'elezione sotto il 60 per cento.

Nelle ultime ore si è fatta sempre più insistente la voce di un possibile accordo che rinvii all'autunno il voto finale, assicurando possibilmente l'approvazione da parte della Camera (dove Obama può contare su una maggioranza più ampia che al Senato) prima della pausa estiva. Secondo alcuni parlamentari democratici la fretta della casa Bianca potrebbe essere cioè fatale al provvedimento. Dalla sua Obama ha il consenso delle lobby del settore, da quelle farmaceutiche alle aziende ospedaliere che hanno già accettato una riduzione dei rimborsi pubblici per decine di miliardi di dollari nei prossimi anni. Un passo fondamentale per varare la riforma che la sinistra americana attende da 15 anni.

I media statunitensi vedono il nuovo sistema sanitario come «il momento decisivo» per il governo e la prova del nove per capire quanto Obama riesca effettivamente a dettare le scelte di Washington. Secondo il New York Times il presidente deve scegliere se rischiare l'appoggio dei moderati e spingere per l'approvazione subito o se scendere a compromessi con il Congresso e aspettare fino a dicembre, quando però potrebbe non avere dalla sua lo stesso sostegno popolare di adesso. Una scelta che, secondo il Times, potrebbe segnare il suo rapporto con i democratici per il resto del mandato.