19 gennaio 2020
Aggiornato 20:30
Messico

Capo cartello narcos offre una «tregua» al governo

Intervista telefonica del presunto capo de «la familia»

Città del Messico - Dopo l'ultima strage dei narcotrafficanti - 12 agenti federali trovati torturati e morti nel Michoacan - un uomo che si è presentato come il capo del cartello locale, «la familia michoacana«, in un'intervista radiofonica, ha offerto una sorta di patto nazionale al presidente Felipe Calderon.

Servando Gomez Martinez, così si è qualificato, ha detto alla cadena Cb: «vogliamo arrivare a un accordo, stringere un patto nazionale, non so in che modo sia possibile giungere a un simile accordo ma dobbiamo provarci».

É un'apertura, ambigua, che le autorità federali messicane hanno subito rimandato al mittente. Il portavoce della procura generale della Repubblica, Ricardo Najera, è stato netto. Non sono proposte «che si possano prendere sul serio». Sulla stessa linea un ministro dell'esecutivo, Fernando Gomez Mont, che ha ribadito che il governo messicano «Non dialoga, non patteggia e non negozierà mai» con i narcotrafficanti. Mont ha aggiunto che la proposta dei narcos è da leggersi come un vero e proprio «ricatto» al presidente e al suo governo e ha aggiunto che il presidente non «cederà».

Negli ultimi tempi, anche con l'aiuto logistico e operativo degli usa, le autorità messicane hanno intensificato la lotta al narcotraffico aumentando di circa 4500 unità le forze dell'ordine destinate a combatterlo.