19 luglio 2019
Aggiornato 01:30
dopo la brexit

Brexit, Ryanair al Regno Unito: «Bye-bye»

L'ad della compagnia irlandese ha annunciato che non verranno aperti nuovi collegamenti con il Regno Unito. Ma la Gran Bretagna potrebbe restare nel mercato unico e offrire all'Italia una grande chance

DUBLINO - La compagnia aerea irlandese Ryanair, dopo la Brexit, ha fatto sapere che non intende investire in nuovi collegamenti da e per il Regno Unito nei prossimi 12 o 18 mesi, finché non terminerà il momento d'incertezza. Lo ha spiegato a chiare lettere l'Ad della compagnia, Michael O'Leary che si è detto «deluso» dall'esito del referendum.

Bye Bye Regno Unito
«L'anno prossimo acquisteremo 50 nuovi aerei dalla Boeing - ha detto - ma la maggior parte di essi, se non la totalità, sarà distribuita tra i Paesi dell'Unione europea». Tra le altre conseguenze, dunque, la Brexit potrebbe aprire un periodo turbolento anche per il trasporto aereo nel Regno Unito, che ha molto beneficiato del «cielo senza confini» per almeno un ventennio.

La Gran Bretagna potrebbe restare nel mercato unico
Finora Ryanair ha movimentato circa 40 dei suoi 100 milioni di passeggeri annui proprio nel Regno Unito dove ha il suo più grande hub, a Stansted. «Personalmente - ha concluso O'Leary - ritengo che la Gran Bretagna resterà nel mercato unico che, con tutta probabilità, preserverà la libera circolazione dei passeggeri. Quindi non dovrebbero esserci grosse conseguenze nel lungo periodo, sia per i consumatori sia per Ryanair».

Una chance per l'Italia
La scelta di Ryanair di non fare nuovi investimenti nel Regno Unito potrebbe portare vantaggi proprio all'Italia e in particolare, allo scalo di Bergamo-Orio al Serio che con 6.750 addetti, 15 Boeing 737 assegnati e 9 milioni di passeggeri annui, è lo scalo di riferimento italiano della compagnia irlandese. Su Bergamo Ryanair ha investito oltre 32 milioni di Euro per la realizzazione di un grande polo per la manutenzione dei suoi velivoli.

(fonte Askanews e Immagini Afp)