26 novembre 2020
Aggiornato 13:30
Fisco

Riforma Irpef, verso indagine congiunta Camera e Senato

Approvata all'unanimità da tutti i partiti si articolerà in un ricco programma di audizioni, dal ministro dell'Economia a Bankitalia, dall'Agenzia delle Entrate alle imprese, sindacati ed esperti

Il Ministro delle Finanze, Roberto GUALTIERI
Il Ministro delle Finanze, Roberto GUALTIERI ANSA

Dopo la commissione Finanze della Camera anche quella del Senato ha dato il via libera ad un'indagine conoscitiva sulla «riforma dell'Irpef e altri aspetti del sistema tributario». L'indagine, approvata all'unanimità da tutti i partiti, dovrà concludersi entro il 30 giugno 2021 e si articolerà in un ricco programma di audizioni, dal ministro dell'Economia a Bankitalia, dall'Agenzia delle Entrate alle imprese, i sindacati, esperti.

Avendo approvato «lo stesso programma», l'obiettivo è quello di procedere in «congiunta», ha spiegato il presidente della commissione Finanze di Montecitorio Luigi Marattin, precisando che «l'abbinamento» è ora «in mano ai presidenti dei due rami del Parlamento», Fico e Casellati.

Obiettivo dell'indagine conoscitiva, si legge nel programma, è quello di «individuare le criticità dell'attuale Irpef, esaminare le possibili e alternative opzioni di riforma, e analizzarne l'eventuale impatto sull'efficacia e efficienza del prelievo tributario, sulla distribuzione del reddito e sulla crescita economica».

Marattin: «Aprire un cantiere sulla riforma»

«Non vogliamo rinunciare - ha detto Marattin durante una conferenza stampa tenuta insieme al presidente della commissione Finanze di Palazzo Madama Luciano D'Alfonso - all'opportunità per tempo e in maniera appropriata» di affrontare «quello che verrà dopo il Covid» e di poter «aprire un cantiere sulla riforma dell'Irpef che da qualche mese è nell'agenda del governo e della maggioranza e finora fatica a decollare».

L'indagine, ha proseguito, vuole essere una opportunità di approfondimento e confronto «serio» con gli «stakeholder» e le «migliori menti del Paese», «su cosa non vada sull'Irpef che sta per compiere 50 anni» e che «da allora si è molto usurata», per «capire come mettere mano seriamente alla nostra imposta principale».

L'Irpef, ha sottolineato, è «la principale imposta italiana». Nel 2019, ha raccolto un gettito complessivo - misurato in termini di competenza giuridica - di 191,602 miliardi (a cui si aggiungono 16,89 miliardi di gettito derivante dalle addizionali locali) pari al 75% del gettito da imposte dirette e al 40% del complesso delle entrate tributarie del bilancio dello Stato.

D'Alfonso ha voluto evidenziare tre caratteristiche: le due commissioni «procedono insieme», il tema della riforma dell'Irpef «è anche nell'agenda della pubblica opinione, c'è una domanda in questa direzione» e la «terza, che va patrimonializzata, è che su questo argomento esiste un preciso nodo nell'agenda delle priorità del governo». Sono tre caratteristiche che possono alimentare un «lavoro fruttuoso che dobbiamo fare come Parlamento affiancando e nutrendo il lavoro del governo».

Al momento l'elenco degli auditi comprende:

  • il ministro dell'economia e delle finanze;
  • il Commissario europeo per l'economia dell'Ue;
  • la Banca d'Italia;
  • l'Ufficio Parlamentare di Bilancio;
  • l'Agenzia delle entrate;
  • il Dipartimento delle finanze;
  • l'Istat;
  • la Corte dei Conti;
  • la Guardia di finanza;
  • il Cnel;
  • la Sogei; Confindustria; Confapi;
  • R.ETE. Imprese Italia;
  • i sindacati;
  • il Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria;
  • l'Associazione dei magistrati tributari;
  • l'Unione giudici tributari;
  • le associazioni e gli ordini professionali degli avvocati e dei consulenti tributari;
  • le associazioni e ordini professionali dei dottori commercialisti ed esperti contabili;
  • l'Ordine dei consulenti del lavoro;
  • Assonime e ulteriori esponenti di organizzazioni nazionali e internazionali e di categorie professionali operanti nel settore fiscale e tributario oltre a esperti e studiosi della materia.

(con fonte Askanews)