2 giugno 2020
Aggiornato 01:00
Oggi il vertice UE

Per l'economia dell'Eurozona un «deterioramento» senza precedenti

Ad aprile il Purchasing managers index composito, relativo all'insieme delle imprese dell'area euro (terziario e manifatturiero) è sprofondato a 13,5 punti, dai già bassissimi 29,7 punti di marzo

Per l'economia dell'Eurozona un «deterioramento» senza precedenti
Per l'economia dell'Eurozona un «deterioramento» senza precedenti ANSA

MILANO - Euro in pesante flessione, ai minimi da quasi due settimane dopo che i dati sull'attività delle imprese hanno indicato un «collasso senza precedenti», afferma la società di ricerche Ihs Markit, causato dalle restrizioni che i governi hanno imposto con l'emergenza Coronavirus. Nel primo pomeriggio la valuta condivisa si attesta a 1,0783 dollari, dopo un minimo di seduta a 1,0755, su valori che non segnava dal 6 aprile scorso.

Ad aprile il Purchasing managers index composito, relativo all'insieme delle imprese dell'area euro (terziario e manifatturiero) è sprofondato a 13,5 punti, dai già bassissimi 29,7 punti di marzo, secondo la stima preliminare di Ihs Markit. Tenuto presente che i 50 punti sono la soglia di neutralità - sopra l'attività risulta in crescita, sotto è recessiva - si tratta di un nuovo minimo storico, dal luglio del 1998.

Non è quindi con dati incoraggianti che si apre un cruciale vertice dei capi di Stato e di governo dell'Ue, chiamati a varare un pacchetto di risposta condiviso alla Pandemia, che gestisca l'emergenza ma anche il sostegno alla ripresa. E su cui persistono alcuni aspetti controversi, in particolare sul finanziamento della (futura) fase di rilancio.

L'indice Pmi di aprile ha segnato «un deterioramento senza precedenti dell'economia dell'eurozona causato dalle misure di restrizione per contrastare il virus, dal crollo della domanda globale e dalla carenza di personale e di fattori produttivi», ha commentato con una nota Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit.

«L'entità del crollo ha superato ampiamente qualsiasi altra contrazione registrata nei venti anni di storia dell'indagine. La portata del crollo ha persino superato quanto previsto da parecchi economisti - rileva - con l'indice principale sceso al di sotto delle stime condivise».

Secondo Williamson i dati dovrebbero corrispondere a «una contrazione dell'economia dell'eurozona al tasso trimestrale di circa il 7,5%» (n riferimento al Pil). «Con il possibile proseguimento delle restrizioni per parecchi settori dell'economia nelle prossime settimane, nell'intento di contenere la diffusione del Covid-19, è probabile che il secondo trimestre testimonierà la contrazione più violenta che la regione abbia mai osservato nella storia recente».

«La speranza è ora rivolta all'allentamento programmato delle restrizioni per cercare di diminuire la paralisi che le aziende hanno registrato ad aprile. Detto ciò, per evitare una seconda ondata di contagi, pare che tale percorso sarà terribilmente lento. Di fronte ad un tale prolungato crollo della domanda - conclude Williamson - i tagli occupazionali potrebbero intensificarsi rispetto al livello attuale e verranno sollevati nuovi timori sui costi economici legati al contenimento del virus».

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