2 giugno 2020
Aggiornato 00:30
Europa al bivio

Padoan «riprende» Conte: «Fare da soli» oggi è un linguaggio nuovo per un'idea vecchia: uscire dall'euro

L'ex Ministro dell'economia lancia l'allarme sugli esiti di un possibile rifiuto da parte italiana al Consiglio Europeo del pacchetto di aiuti che si sta prospettando per i Paesi colpiti dal coronavirus

L'ex Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan
L'ex Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan ANSA

ROMA - «Diciamolo chiaramente, 'fare da soli' oggi è un linguaggio nuovo per un'idea vecchia: uscire dall'euro. Chi lo sa lo ammetta. Chi non se ne rende conto, ci rifletta». Pier Carlo Padoan, ex ministro dell'economia lancia l'allarme - con un intervento su Inpiù - sugli esiti di un possibile rifiuto da parte italiana al Consiglio Europeo del corposo pacchetto di aiuti che si sta prospettando per i Paesi colpiti dal coronavirus, avvertendo che non è affatto scontato che la Bce acquisti titoli italiani senza limiti di tempo e di quantità anche in futuro.

«Tra qualche giorno il Consiglio Europeo - scrive Padoan - dovrà dare il via al pacchetto di misure per fronteggiare la crisi del Covid19 discusse dall'Eurogruppo qualche giorno fa. Il pacchetto comprende, come è noto, misure molto controverse nel nostro Paese come il Mes, misure innovative come il pacchetto Sure sulla disoccupazione, un rinforzato ruolo della Bei, il Recovery Fund, e un possibile ruolo molto più esteso del Bilancio Ue. Si tratta di un pacchetto ambizioso, indispensabile vista la gravità della crisi, e per molti versi innovativo di cui l'Italia trarrebbe beneficio soprattutto vista la fortissima pressione sul bilancio pubblico che la gestione della crisi imporrà».

«Di fronte alla necessità di esprimersi sul pacchetto europeo a cui il Governo è chiamato - prosegue l'ex ministro - sta emergendo una linea fortemente contraria da parte delle forze di opposizione (anche se con modalità diverse) ma condivisa anche da alcune parti delle forze di maggioranza e che suona più o meno così:

  1. no al Mes perché, malgrado l'impegno a utilizzare le risorse per fronteggiare la pandemia, comporta condizionalità nascoste o comunque dilazionate nel tempo, meglio quindi farsi restituire i soldi già versati dall'Italia;
  2. no allo Sure perché si tratta di un Mes mascherato applicato al mercato del lavoro;
  3. sì al Recovery Fund ma solo se il suo finanziamento avviene tramite «eurobonds» che, magari, poi il Paese potrà destinare alla mutualizzazione del debito (e non al finanziamento di progetti di investimento comuni che, però richiedono cessioni di sovranità fiscale e quindi non sono accettabili);
  4. finanziamento del debito (che inevitabilmente crescerà in misura considerevole per la gestione della crisi) con emissione di titoli «Italiani» acquistati dalla Bce senza altre condizioni"

«Il punto chiave del ragionamento - sottolinea Padoan - è quest'ultimo. Di fronte a un possibile fallimento del Consiglio Europeo, tra le forze di opposizione, ma non solo, si sta facendo strada l'idea che non ci si può fidare dell'Europa riguardo agli strumenti della gestione della crisi (compresa quella sanitaria) e che quindi l'Italia deve poter «fare da sola» ma, allo stesso tempo si deve poter contare sull'Europa per quanto riguarda il sostegno della Bce. Di conseguenza il debito italiano «non sarebbe un problema». Ma le cose stanno diversamente. Questa posizione comporta (o comporterebbe se dovesse essere quella alla fine adottata dal Italia) l'isolamento del Paese e la cessione agli altri paesi membri delle risorse cui potremmo accedere.

Prima o poi sarebbe chiaro che la Bce, malgrado la mole degli interventi messi sul tavolo e la flessibilità nell'interpretare il suo mandato, non potrebbe acquistare debito italiano senza limiti di tempo e di quantità. Quanto del debito italiano non potesse essere assorbito dalla banca centrale dovrebbe essere cercato sui mercati, che si interrogherebbero sulla sostenibilità del nostro debito, nel frattempo cresciuto per affrontare la crisi. E quanto potrebbe essere credibile - conclude Padoan - una politica di rientro dal debito eccessivo senza una chiara strategia di crescita e senza il sostegno delle istituzioni e delle risorse europee, vecchie e nuove? Ma allora, diciamocelo e diciamolo chiaramente, «fare da soli» oggi è un linguaggio nuovo per un'idea vecchia: uscire dall'euro. Chi lo sa lo ammetta. Chi non se ne rende conto, ci rifletta.

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