19 marzo 2019
Aggiornato 00:30
Finanza

Negli ultimi 10 anni il mercato mondiale è stato «inondato» di obbligazioni societarie

E' la fotografia non rassicurante scattata dall'Ocse che parte da una cifra imponente: 13.000 miliardi di dollari, ovvero l'ammontare complessivo dei bond in circolazione emessi da società non finanziarie (banche escluse quindi). Un nuovo record

Negli ultimi 10 anni il mercato mondiale è stato «inondato» di obbligazioni societarie
Negli ultimi 10 anni il mercato mondiale è stato «inondato» di obbligazioni societarie ANSA

MILANO - Negli ultimi 10 anni il mercato mondiale è stato inondato di obbligazioni societarie, mentre è salita a livelli da record la quota di titoli con rating investment grade meno elevati e al tempo stesso sono «drasticamente calate» le tutele degli obbligazionisti: un cocktail che potrebbe «amplificare» le ricadute negative di eventuali situazioni di «tensione» sui mercati. E' la fotografia non rassicurante scattata dall'Ocse, nel suo rapporto «Corporate Bond Markets in a Time of Unconventional Monetary Policy», che parte da una cifra imponente: 13.000 miliardi di dollari, ovvero l'ammontare complessivo dei bond in circolazione emessi da società non finanziarie (banche escluse quindi). Un nuovo record.

Praticamente il doppio di quello che era la mole delle obbligazioni societarie prima della crisi del 2008, secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Nell'arco dei prossimi 3 anni giungeranno a scadenza bond per 4.000 miliardi e la gestione di queste scadenze è legata a doppio filo con il futuro delle politiche monetarie e economiche.

Un contributo molto rilevante al boom di emissioni è arrivato dalla Cina e dai mercati emergenti. Con 2.780 miliardi di dollari, la mole delle emissioni di bond societari di Stati emergenti è aumentata del 395 per cento rispetto al 2008: in pratica è quintuplicata. Da sola la Cina è passata da un livello di emissioni «trascurabile», dice l'Ocse, a 590 miliardi di dollari nel 2016 (quindi il dato 2018 con ogni probabilità risulterebbe ancora superiore).

Ma l'aumento è stato rilevante anche nelle economie avanzate, che pesano per i 79 per cento delle obbligazioni societarie: da 5.970 miliardi del 2008 le emissioni in circolazione sono cresciute del 70 per cento a quota 10.170 miliardi nel 2018. Secondo l'Ocse le grandi società hanno «drasticamente aumentato" il ricorso a questo canale di finanziamento, con un livello medio di emissioni che si è attestato a 1.700 miliardi di dollari l'anno nel periodo 2008-2018 a fronte degli 864 miliardi di dollari l'anno cui si attestava nella fase precedente alla crisi globale.

E «rischi e vulnerabilità nell'obbligazionario societario sono anche significativamente diversi da quelli precedenti alla crisi». La quota di bond ai livelli più bassi dell'investment grade (guardando al rating) è al 54 per cento «un massimo storico - dice ancora l'ente parigino - c'è poi stato un marcato decremento dei diritti degli obbligazionisti che che potrebbe amplificare gli effetti negativi nell'eventualità di tensioni di mercato».

Non solo, secondo lo studio nell'ipotesi che si verificasse uno shock finanziario simile a quello del 2008 «500 miliardi di dollari di obbligazioni societarie finirebbero nella categoria non investment grade nell'arco di un anno». In pratica diventerebbero quelle che in gergo si chiamano titoli spazzatura. E questo costringerebbe a vendite forzate difficili da sostenere.

Sulla base di questo quadro l'Ocse vede come elementi di preoccupazione innanzitutto il rallentamento della crescita globale. «In caso di recessione le società altamente indebitate incontrerebbero difficoltà a rifinanziare il debito, e questo di riflesso tramite meno investimenti e più insolvenze potrebbe amplificare gli effetti della recessione».

Al tempo stesso «con le banche centrali che recentemente hanno modificato il loro ricorso a misure straordinarie, il futuro orientamento delle politiche monetarie continuerà ad avere ripercussioni sulle emissioni societarie. E intanto - rileva ancora l'Ocse - le emissioni di titoli di Stato raggiungeranno nuovi massimi nel 2019. Qualunque sviluppo si abbia in questi versanti si verificherà mente, nell'arco del prossimo triennio, le emittenti non finanziarie dovranno ripagare o rifinanziare obbligazioni per 4.000 miliardi di dollari. Un ammontare vicino alla mole di tutto il bilancio della Federal Reserve».