26 giugno 2019
Aggiornato 10:30
Finanza

Wall Street a picco con Apple, pesa il rallentamento della Cina

Un Ism manifatturiero deludente a dicembre, quando in Usa si è portato sui minimi del novembre 2016, non ha fatto altro che peggiorare la situazione

Il logo della Apple
Il logo della Apple ( ANSA )

NEW YORK - La seconda seduta del 2019 a Wall Street è finita all'insegna di un sell-off alimentato da rinnovati timori per l'andamento dell'economia globale. A riaccenderli è stata Apple (-10% a 142,19 dollari), che citando la debolezza della Cina ieri a mercati Usa ormai chiusi aveva annunciato un raro taglio delle stime sui ricavi del primo trimestre fiscale, quello terminato il 29 dicembre scorso e che comprende la stagione cruciale dello shopping natalizio. Un Ism manifatturiero deludente a dicembre, quando in Usa si è portato sui minimi del novembre 2016, non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Ora sale l'attesa per il rapporto sull'occupazione americana in arrivo oggi e relativo al mese scorso.

Alla luce dell'andamento dell'economia cinese, la Casa Bianca ha nel frattempo avvertito: non solo Apple ma anche altre aziende Usa ne risentiranno fino a quando un accordo commerciale tra le due nazioni verrà raggiunto. Su questo, i negoziati commerciali «stanno andando bene» ma non è affatto chiaro se Washington e Pechino sapranno trovare un'intesa entro il primo marzo prossimo, quando scadrà la tregua commerciale di 90 giorni. A complicare la relazione tra le due nazioni potrebbe essere l'avvertimento lanciato dal dipartimento di Stato agli americani che intendono viaggiare in Cina: devono esercitare una «maggiore cautela» rischiando di finire vittime di una «arbitraria» attuazione delle leggi locali.

Nel frattempo, molti analisti hanno tagliato i rispettivi obiettivi di prezzo del titolo Apple, protagonista della seduta peggiore da oltre sei anni. La capitalizzazione del gruppo è scivolata al quarto posto tra le aziende Usa quotate dietro a quello di Alphabet. Per il secondo giorno di fila Amazon è rimasto al secondo posto mentre Microsoft continua a svettare. In aggiunta, tra gli investitori monta l'attesa che nel 2019 non ci sarà alcun rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Anzi. Crescono le probabilità che la banca centrale tagli il costo del denaro nel corso dell'anno. Diventa particolarmente significativo l'intervento di domani a un evento del governatore Jerome Powell.

Il tutto è successo mentre lo shutdown federale è giunto al suo 13esimo giorno diventando il secondo più lungo negli ultimi 20 anni. Oggi la leadership dei partiti democratico e repubblicano al Congresso tornerà alla Casa Bianca per discuterne con il presidente Donald Trump, che non molla nel volere 5 miliardi di dollari per il muro lungo il confine tra Usa e Messico. Intanto il nuovo Parlamento si è insediato e l'italo-americana Nancy Pelosi è stata rieletta speaker della Camera.

A livello aziendale, Bristol-Myers Squibb è stato punito (-13,26% a 45,12 dollari) per avere annunciato una delle più grandi acquisizioni nel settore pharma e la più grande con alla guida del gruppo l'italiano Giovanni Caforio: Celgene (+20,7% a 80,43 dollari) viene acquisita per 74 miliardi di dollari in contanti e azioni.

Fiat Chrysler Automobiles (-1,5%) si è messa in mostra chiudendo il 2018 con immatricolazioni in Usa in rialzo del 9% contro un calo del 3,5% di Ford (-1,5%) e una flessione dell'1,6% di GM (-4,1%). Ford ha deciso di seguire l'esempio di GM, che dallo scorso aprile ha smesso di comunicare i dati mensili sulle vendite. Anche Ford pubblicare le immatricolazioni di trimestre in trimestre; a dicembre quelle di Ford sono scese dell'8,8% contro il +14% di Fca.