15 dicembre 2018
Aggiornato 20:00

Tessere per il reddito di cittadinanza, Di Maio spiega tutto: «Le stamperà Poste»

Le polemiche su «chi le sta stampando» del Pd messe a tacere dal vicepremier: «Nessun giallo, abbiamo dato mandato alle Poste»

BRUXELLES - Nessuno sta stampando le tessere per il reddito di cittadinanza. Il governo ha semplicemente dato mandato alle Poste di avviare il progetto. A fare chiarezza, dopo le polemiche delle ultime ore, è il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, parlando con la stampa a margine del Consiglio Competitività dell'Ue. «Visto che sul reddito di cittadinanza c'è questo 'giallo' delle tessere di cui si parla in Italia, ci tengo a dirvi che io ho già da due settimane ordine al mio staff di lavorare con Poste per avviare tutto il progetto sul reddito di cittadinanza che include anche la stampa delle tessere».

Nessun giallo sulle tessere per il reddito
«Quindi» ha precisato Di Maio «non c'è nessun giallo sulle cosiddette carte di credito per la spesa del reddito. Ovviamente bisogna ricordare che quando si rivolge a un nucleo familiare la carta va al capofamiglia, non a tutti i membri del nucleo familiare», ha concluso.

L'incontro con la commissaria Ue agli Affari Sociali
Di Maio ha fatto poi il punto in merito all'incontro con la commissaria Ue agli Affari sociali, Marianne Thyssen, per chiarire i dettagli del reddito di cittadinanza inserito dal governo italiano nella manovra finanziaria. «Ho spiegato chiaramente» ha riferito Di Maio -«che è una misura che mette al centro il lavoro, le politiche attive del lavoro. Le ho spiegato anche che mi dispiace che ogni volta sia stata messa contro di me con le dichiarazioni circa i Fondi strutturali europei». I fondi strutturali - ha ricordato - si utilizzano per la coesione, per le politiche attive, ma non si possono utilizzare per la spesa corrente. «Noi» ha spiegato «i soldi per il reddito di cittadinanza e li abbiamo trovati nella legge di bilancio, e non lo facciamo utilizzando i fondi europei». Mentre tutto il contorno della formazione, dei centri per l'impiego, delle politiche attive, «quello sarà finanziato con i fondi europei. Ma avrà, in più, un miliardo di euro che viene dal governo di soldi stanziati nella legge di bilancio».

I prossimi passi
Adesso - ha aggiunto Di Maio - «stiamo per pubblicare la norma sul reddito di cittadinanza: una parte andrà nella legge di bilancio, una parte, come ho sempre detto, sarà un decreto legge a fine anno». E lì sarà tutto molto più chiaro perché, ha spiegato, «è una norma complessa, che però vuole raggiungere una sfida: ridare lavoro a chi non ce l'ha».