17 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

Manovra, la posizione ufficiale del governo dopo la bocciatura dell'Ue

Il premier Conte: «Chiedono un aggiustamento incompatibile con la nostra economia». Tria: «Novità? Ci saranno quando ci sarà la trattativa»

Il premier Giuseppe Conte
Il premier Giuseppe Conte (ANSA/ RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - Novità? «Ci saranno quando ci sarà la trattativa». Questa la risposta del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, a chi, alla Camera, gli chiedeva se ci fossero aggiornamenti dopo la bocciatura della manovra da parte dell'Ue. Oggi da parte del vertice del Mef giornata «silenziosa». La scena governativa, come giusto che sia in un momento delicato come questa, è stata occupata dal premier Giuseppe Conte che parlando in aula alla Camera per l'informativa urgente sulle decisioni della Commissione europea in relazione alla manovra economica del Governo, ha dettato quella che è e sarà la linea del governo nello scontro con Bruxelles. Alla Commissione europea «spiegheremo che non abbiamo accolto le loro raccomandazioni in materia di aggiustamento strutturale, perché non compatibili con lo stato congiunturale della nostra economia e con il nostro disegno di politica economica, più orientato alla crescita che non all'austerità».

Tempi molto distesi per la procedura
Se ci sarà una procedura per deficit eccessivo da parte dell'Europa il governo italiano chiederà «tempi di attuazione molto distesi» ha spiegato il presidente del Consiglio. «Poiché la divergenza con le raccomandazioni dell'Ecofin riguarda la previsione dei numeri di finanza pubblica, in particolare il profilo del deficit e del debito per il prossimo triennio» ha detto Conte «confidiamo che le argomentazioni che forniremo saranno oggetto di attenta valutazione da parte dei membri dell'Ecofin. Nel caso in cui l'Ecofin dovesse decidere di aderire alla raccomandazione della Commissione, chiederemo tempi di attuazione molto distesi. Questo tempo ci servirà per consentire alla manovra economica di produrre i suoi effetti sulla crescita e, grazie a questo, di ridurre il debito pubblico».

«In Parlamento rimoduleremo alcuni interventi»
Ma un segnale di apertura all'Ue il premier lo ha voluto mandare. E se da un lato «ribadiremo gli effetti della manovra sulla crescita» nell'immediato, «miriamo all'accelerazione degli investimenti e alla possibile rimodulazione di alcuni interventi previsti dalla legge di bilancio», se dal confronto parlamentare dovessero emergere indicazioni «che possano accrescere gli effetti positivi delle misure proposte sulla crescita, senza alterarne la ratio e i contenuti». Sugli investimenti ha ricordato come il Governo sta per adottare in via definitiva il DPCM che ripartisce le risorse, pari ad un ammontare di circa 36 miliardi, del Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese. Contestualmente «stiamo già lavorando al decreto di ripartizione dei fondi stanziati per il 2019, dando priorità a quei progetti che sono fermi esclusivamente per mancanza di fondi. Sono sufficienti poco più di 900 milioni per garantire la messa in opera di infrastrutture del valore di quasi 2 miliardi di euro. L'effetto sull'economia di questi interventi sarebbe immediato. Tra questi interventi, assumono una priorità assoluta quelli contro il dissesto idrogeologico. Le spese per questi interventi dovranno essere considerate nel quadro delle regole di flessibilità, già previste dalla normativa europea».

Cosa dirà il premier all'Ue
In occasione del confronto con la Commissione europea sulla bocciatura della manovra economica «ribadiremo» ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte «che il Governo ha già messo in campo azioni finalizzate a favorire una rapida discesa del debito, attraverso la dismissione di assets non strategici già nel 2019, per un valore pari a circa l'1% del PIL». Inoltre «ribadiremo che il Governo ha già previsto strumenti di stretto monitoraggio - con cadenza infrannuale - della spesa, allo scopo di garantire il rispetto assoluto del rapporto deficit/PIL nel 2019. Argomenteremo come alcune di queste azioni sono perfettamente in linea con le raccomandazioni del 13 luglio 2018, pervenuteci dall'Ecofin».