20 aprile 2019
Aggiornato 22:00
Telecomunicazioni

Gubitosi verso la poltrona di ad della Tim: ma i giochi non sono chiusi

Il suo nome resta in pole per il ruolo, ma solo la riunione del consiglio di amministrazione di oggi pomeriggio dovrebbe sciogliere le riserve

Luigi Gubitosi arriva nella sede Tim per il Cda di Telecom
Luigi Gubitosi arriva nella sede Tim per il Cda di Telecom ( ANSA )

ROMA – Resta in pole position Luigi Gubitosi per la nomina ad amministratore delegato di Tim, dopo la sfiducia a Amos Genish. Sul nome di Gubitosi convergerebbe la maggioranza dei componenti del consiglio di amministrazione della compagnia telefonica, ma non sarebbe ancora maturato il consenso di tutti i dieci consiglieri indipendenti del board. Scontato invece il voto negativo dei cinque rappresentanti di Vivendi.

Nel pomeriggio l'incontro
La volontà è quella di portare in consiglio un nome il più possibile condiviso, ma il fronte degli indipendenti non è ancora compatto. Per questo il presidente di Tim, Fulvio Conti, continua nei colloqui. Se il fronte degli indipendenti non troverà compattezza sul nome di Luigi Gubitosi, il board di Tim potrebbe decidere di non procedere alla nomina del nuovo ad e affidare le deleghe al presidente Conti fino alla data della prossima assemblea dei soci. Una soluzione caldeggiata dai sindacati secondo i quali oggi pomeriggio «il cda difficilmente potrà indicare una soluzione duratura. In queste condizioni è forse opportuno confermare la reggenza del presidente e aprire rapidamente un confronto con tutti gli attori, sotto la regia del governo».

Il parere del governo
L'esecutivo per bocca del vicepremier Luigi Di Maio si tiene alla larga dalle vicende sulla governance della società. «Da parte nostra nessuna interferenza – ha detto oggi a Milano – È una operazione di mercato. Vedremo cosa accadrà nella società». Di Maio ha ribadito invece l'obiettivo del governo: «La nostra ambizione è la creazione di un player unico per la rete».