6 dicembre 2019
Aggiornato 16:00
Economia

Nella battaglia sulla manovra l'italiano Draghi si schiera con l'Ue

Il presidente delle Bce, senza citarla, manda un chiaro messaggio all'Italia: «I Paesi con debiti pubblici elevati non dovrebbero aumentare il deficit»

Il presidente della Bce Mario Draghi con il ministro dell'Economia Giovanni Tria
Il presidente della Bce Mario Draghi con il ministro dell'Economia Giovanni Tria ANSA

FRANCOFORTE - I Paesi con debiti pubblici elevati «dovrebbero proteggere famiglie e imprese dal rialzo dei tassi di interesse astenendosi dall'aumentare ulteriormente il debito e tutti i Paesi dovrebbero rispettare le regole dell'unione». Questo il richiamo sui conti pubblici lanciato dal presidente della Bce, Mario Draghi, che senza menzionare direttamente l'Italia, sembra orientato proprio al suo governo in pieno braccio di ferro con la Commissione europea sulla manovra. «La mancanza di consolidamento nei Paesi ad elevato debito aumenta la loro vulnerabiltà agli shock, sia che questi siano autoinnescati» ha detto «mettendo in discussione le regole dell'architettura dell'Unione economica o monetaria, sia che siamo importati tramite il contagio finanziario».

L'Italia e lo spread
«Finora» ha comunque notato il presidente della Bce «il rialzo degli spread è rimasto confinato al primo caso e il contagio tra Paesi è stato limitato». Qui il riferimento all'Italia è palese. «Questi sviluppi si trasmettono alle condizioni di erogazione di prestiti delle banche nell'economia reale. Ad oggi, tramite il riprezzamento dei prestiti bancari sta avvenendo dove il rialzo degli spread è stato più significativo», ha detto ancora Draghi. «Complessivamente i costi di finanziamento restano comunque vicini ai minimi storici in tutti i grandi Paesi europei, grazie a una base di depositi stabile».

Confermato da dicembre lo stop al Qe
Nessun segnale di ripensamento dal presidente della Bce sull'orientamento a concludere il programma di acquisti netti di titoli, che proseguirà fino a dicembre. «Anticipiamo che, posto che il dati confermino le valutazioni (sulle prospettive di inflazione), con dicembre gli acquisti si concluderanno», ha spiegato Draghi. Nonostante il recente rallentamento dell'economia «la solidità di fondo di salari e della domanda interna» ha spiegato «continua a supportare la valutazione che la convergenza dell'inflazione proseguirà», verso i livelli auspicati dalla Bce.