18 novembre 2018
Aggiornato 05:30

La manovra torna a Bruxelles, Salvini e Di Maio non hanno paura

I due vicepremier non temono il «giorno x». Il 13 novembre il nuovo testo sarà inviato alla Commissione Ue. «Noi dritti per la nostra strada»
Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte fuori da Palazzo Chigi
Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte fuori da Palazzo Chigi (Riccardo Antimiani | ANSA)

ROMA - «Non penso che una Commissione che ha gli scatoloni e le valigie pronte possa dare lezioni, dopo anni di disastri». Così il vice premier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini ha risposto alle domande dei giornalisti sui rischi di sanzioni da parte dell'Europa dopo la bocciatura della manovra economica. «Noi tiriamo dritti in totale serenità e tranquilllità» ha aggiunto. «Se qualcuno pensa di sanzionarci o commissariarci a Bruxelles ha sbagliato a capire perchè gli italiani non lo accetterebbero». Dello stesso tono anche le parole del collega vicepremier, Luigi Di Maio, durante una conferenza stampa alla Sala stampa estera: «In questo momento non c'è in previsione una multa per l'Italia. Credo nel dialogo che avremo con Bruxelles».

La situazione nel governo
Prima Di Maio ha voluto rassicurare sulla bontà del lavoro portato avanti in queste ore al Ministero dell'Economia: «Ieri il ministro Tria ha contestato le previsioni della commissione Ue perché pensiamo che dal punto di vista econometrico siano sbagliate. Ma allo stesso tempo il nostro obiettivo è spiegare a Bruxelles i punti di partenza di questo Governo che partiva dal 2% di deficit senza far nulla». Poi ha fatto il punto sullo stato di salute dell'alleanza di Governo: «Credo molto in questo Esecutivo anche per il livello di attacco che stiamo subendo, ma non voglio fare la vittima. Oggi noi diciamo si parte dal 2,4% e si arriva a 2,4% senza scherzi». Nei rapporti con la Lega «dispiace che ogni giorno una parte della stampa italiana è impegnata a stabilire chi vince la partita della giornata. Il tema è che vinca il Paese. Chiediamo una moratoria su questa partita di calcio Lega-M5S. Vincono gli italiani ogni volta che realizziamo il contratto di governo».

Salvini su Fisco e Prescrizione
I due temi del momento, sui quali si racconta ci sia alta tensione nel governo, sono Fisco e Prescrizione. Ed è su questi, a margine di un convegno alla Lumsa, che Salvini ha incentrato le sue parole: «Stiamo lavorando per la pace fiscale che aiuti più italiani, più famiglie più imprese possibili. E' una questione di giorni e poi arriverà in Parlamento» ha annunciato il vice-premier. «Si parla di alcune centinaia di miliardi di euro che tengono in ostaggio e in lite italiani ed Equitalia. Non pretendo di recuperarli tutti ma neanche di recuperare solo quei 2-3 miliardi che i governi passati ci abituavano a recuperare». Quanto alla prescrizione, «arriverà alla fine di un complesso di riforma del processo penale che ridurrà i tempi e i costi della giustizia e aumenterà l'efficienza».

I rapporti con il M5s visti dalla Lega
Parlando infine dei rapporti con gli alleati del Movimento 5 stelle, Salvini ha precisato: «Se sottoscrivo un accordo lo mantengo e l'accordo è che la prescrizione entrerà in vigore entro gennaio del 2020 se sarà in vigore, a quella data, la riforma dell'intero processo penale per ridurre i tempi dei processi. Come hanno detto tutti» ha quindi aggiunto il ministro «se io facessi entrare in vigore oggi la cancellazione della prescrizione sarebbe un disastro. I tribunali salterebbero e i processi arriverebbero a durare 20 anni».