18 novembre 2018
Aggiornato 04:30

Casaleggio ha convinto il governo: investirà 45 milioni di euro per le sue «teorie»

Sì alla nascita del fondo Blockchain e Internet of things, una battaglia della Casaleggio Associati fin dal 2011. E che oggi conta sull'appoggio del gigante Ernst & Young

ROMA - Casaleggio ha convinto il governo. Nasce il fondo Blockchain e Internet of things per lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale. Lo prevede il testo della manovra bollinato dalla Ragioneria dello Stato. La dotazione è di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. L'obiettivo, si legge nell'articolo 19 della manovra, è quello di «perseguire obiettivi di politica economica ed industriale, connessi anche al programma Industria 4.0 nonché per accrescere la competitività e la produttività del sistema economico». Un fondo, quello che sarà creato non appena la manovra entrerà in vigore, che potrà essere salutata come una vittoria dalla Casaleggio Associati che riuscirà così a portare, come più volte annunciato da Beppe Grillo nei suoi continui viaggi Oltreoceano, un po' di Silicon Valley in Italia.

Come la Blockchain rivoluzionerà il mondo delle imprese
«Come la Blockchain rivoluzionerà il modo di operare delle imprese». È questo il titolo di un evento, poco pubblicizzato ma molto atteso dagli esperti del settore, che la Casaleggio Associati ha organizzato per il prossimo 13 novembre a Milano. Un evento che sicuramente avrà al centro, se non del palco almeno delle chiacchiere a margine, la nascita del Fondo Blockchain e Internet of things. Perché se 45 milioni di euro in tre anni non sono poi tantissimi per dar vita a una vera trasformazione del nostro Paese in ottica Silicon Valley, sono sicuramente almeno una crepa nel vecchio sistema. Un cambio di rotta.

Gli uomini «di Casaleggio»
Ai più i nomi dei partecipanti al terzo summit di Milano che si pone l'obiettivo di analizzare il «futuro digitale del business» tra le aziende non diranno molto. Ma sono il nuovo che avanza. E non è un caso che questo Fondo nascerà proprio nel 2019, che Casaleggio ha presentato come «l’anno della blockchain, tecnologia che, permettendo di decentralizzare i processi, cambierà radicalmente il modo in cui opereranno le aziende». Perché «la trasformazione delle aziende Business to Business verso il digitale è la più grande opportunità in termini di efficienza che oggi hanno a disposizione le aziende italiane per riacquisire competitività a livello globale». L'attesa, dopo il benvenuto di Luca Eleuteri della Casaleggio Associati, è tutta per la presentazione della ricerca «Blockchain for business 2018» di Davide Casaleggio. Sottotitolo: «Come la blockchain rivoluzionerà il modo di operare delle imprese». Poi spazio alla tavola rotonda con Massimo Chiriatti (Dirigente tecnico IBM Italia), Renato Grottola (Senior Vice President, Global Director M&A & Digital Transformation @ DNV GL – Business Assurance), Mirko Mischiatti (Responsabile della funzione Sistemi Informativi @ Poste Italiane Giuseppe Perrone – Blockchain HUB MED Leader @ Ernst & Young Financial-Business Advisors S.p.A), Nicolò Romani (Head of Innovation @ SIA), Massimo Tortorella (Presidente @ Consulcesi Tech SA), Fausto Villani (CIO @ Tbox Chain).

L'asse tra Casaleggio Associati e Ernst & Young
Un nome spicca tra tutti: quello di Giuseppe Perrone, l'italiano alla guida del Centro di Eccellenza Blockchain per la Region Mediterranea (Italia, Spagna e Portogallo) di Ernst & Young. Perché da tempo la Casaleggio Associati ed Ernst & Young stanno lavorando gomito a gomito per sbaragliare la concorrenza. Concorrenza che ha nomi pesanti: PricewaterhouseCoopers, Deloitte Touche Tohmatsu, KPMG. Sono le cosiddette Big Four, le quattro società di revisione che si spartiscono il mercato di riferimento. Nessuna di queste società contabili è in realtà un'impresa a sé ma ciascuna fa parte di una rete di imprese, di proprietà e gestite autonomamente, che hanno concluso accordi con altre imprese condividendo un nome comune, un marchio e degli standard di qualità. Parliamo di un giro di affari spaventoso: 25,2 miliardi di dollari per la PricewaterhouseCoopers che da tempo ha puntato Milano, tanto che la terza torre del quartiere City Life, soprannominata «Il Curvo», diventerà a partire dal 2020 la principale sede italiana dell'azienda; 36,8 miliardi di dollari per Deloitte Touche Tohmatsu; 19,8 miliardi di dollari per KPMG International Cooperative. Ma è con Ernst & Young, società con sede a Londra con ricavi annuali che superano i 25 miliardi di dollari, che la Casaleggio Associati punta a «prendersi» l'Italia. O viceversa. E il motivo è chiaro.

Perché proprio Ernst & Young
Ognuno dei Big Four sta infatti testando l'utilizzo della blockchain. Ma a differenza degli altri tre, Ernst & Young sta seguendo un'altra strada: Deloitte, PricewaterhouseCoopers e KPMG stanno tutte testando una blockchain privata mentre Ernst & Young sta «giocando» veramente la partita dell'Internet delle cose. Nessuno strumento privato: l'obiettivo, infatti, è diventare il cuore stesso della rivoluzione digitale. Per fare un esempio «tangibile», l'obiettivo è diventare la Facebook o la Google della blockchain. E così, mentre le altre tre società stanno giocando in casa per creare un proprio mercato, un proprio internet, Ernst & Young ha già fornito dei portafogli di criptovaluta a tutti i dipendenti svizzeri, ha installato un Bitcoin ATM nei suoi uffici in Svizzera e accetta pagamenti in bitcoin per ogni servizio di consulta erogato. E non è un caso che l'amministratore delegato di Ernst & Young abbia dichiarato pubblicamente che l'obiettivo del network londinese non è trattare solamente di digitalizzazione ma «guidare questo processo». E la Casaleggio Associati altro non è che il «pilota» italiano. Un pilota che oggi, tra le altre cose, siede al governo.