20 ottobre 2018
Aggiornato 23:30

Confindustria parla di "pericoloso trend", ma poi fa appello al governo per un "confronto sereno"

Il Centro studi di Confindustria paventa un futuro tempestoso, ma il presidente Boccia lancia al governo una sfida che lui dice "positiva"
Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia con il ministro dell'Economia Giovanni Tria
Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia con il ministro dell'Economia Giovanni Tria (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - Gli italiani rischiano di pagare più tasse in futuro qualora diventassero strutturali le misure di sostegno al reddito, come il reddito di cittadinanza, inserite nel contratto di governo. A lanciare l’allarme è il Centro studi di Confindustria, che ha tagliato le previsioni del Pil a +1,1% nel 2018 e a +0,9% nel 2019. Si tratta di una stima al ribasso, rispetto ai calcoli di giugno, per 0,2 punti in entrambi gli anni di previsione, dicono. «Si assottiglia la crescita dell’Italia», è stato il commento del Csc. «L’aumento del deficit – prosegue l’analisi – serve per avviare parti del contratto di governo di sostegno al welfare, misure molto difficili da cancellare se non in situazioni emergenziali». Conclusione di Confindustria: questo potrebbe portare a più tasse in futuro e all'aumento del tasso di risparmio già oggi, limitando la crescita dei consumi. Occorre, questo il monito degli industriali, avviare un percorso di rientro del debito pubblico italiano, "dopo quattro anni persi", attraverso misure che "incidano sulla dinamica del Pil». Questo è "cruciale" per rassicurare i risparmiatori che investono nel debito pubblico del Paese, cioè i mercati finanziari, evitando che i primi segnali già osservati di uscita di capitali esteri e domestici dall’Italia si possano trasformare in un "pericoloso trend».

Boccia auspica confronto "sereno"
In tutto questo, però, il presidente Vincenzo Boccia auspica un confronto "sereno" in vista della definizione della manovra economica. Il numero uno di Confindustria ha sottolineato che il comune obiettivo è puntare alla crescita del Paese. «Noi non siamo al governo del Paese, abbiamo rispetto del governo del Paese», ha sottolineato. Ma lancia comunque un messaggio al governo: «Lanciamo un messaggio di sfida positiva al governo, nella consapevolezza che in politica come in economia ci si misura sui risultati e non sugli obiettivi. Allora questa Confindustria, con senso di responsabilità nei toni e nel merito, si rivolge alla politica italiana tutta e al governo del Paese, cercando di essere coerente ed esemplare tra il dire e il fare, e costruendo anche con delle criticità, ma nei modi che abbiamo visto oggi e apprezziamo molto a partire dal ministro Tria, e ci auguriamo che, pur non andando d’accordo su alcuni punti ci si possa confrontare serenamente, perché l’obiettivo è non far fare danni al Paese, che non s’incrementi lo spread e che si cresca».

La replica di Di Maio
Naturalmente la presa di posizione di Boccia & co. non è affatto piaciuta a Di Maio, che davanti a Montecitorio questa mattina replica secco ai giornalisti: «Chi si illude che il governo torna indietro si illude e basta, e si fa una cattiva idea dell’atteggiamento di questo governo, che starà sempre dalla parte dei cittadini per presentare a Bruxelles, ma soprattutto al Parlamento italiano che è sovrano, una nota di aggiornamento al Def di cambiamento vero».