18 dicembre 2018
Aggiornato 20:00

Manovra, Di Maio dice "non arretriamo". Tria: se perdiamo scommessa della crescita la cambiamo

"Se ce ne sarà bisogno spiegheremo questa manovra nelle piazze” tuona Di Maio. Tria assicura: se ci sbagliamo cambieremo tutto

Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio con il ministro dell'Economia Giovanni Tria
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio con il ministro dell'Economia Giovanni Tria (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

ROMA - Sulla manovra economica «non arretriamo di un millimetro e se ce ne sarà bisogno noi spiegheremo questa manovra nelle piazze». Luigi Di Maio, in una intervista a Rtl, non ha paura. «Ieri – ha detto – abbiamo assistito a istituzioni europee che hanno dichiarato guerra contro una manovra che non hanno ancora letto. Il Def è un documento di 150 pagine e qualcuno sta sperando che su questa manovra il governo possa tornare indietro: noi non arretriamo di un millimetro e se ce ne sarà bisogno noi spiegheremo questa manovra nelle piazze». Il ministro ha precisato poi che l’Eurogruppo di ieri «non era una sessione per spiegare la Nadef perché stiamo ultimando il testo». Di Maio ha sottolineato, quindi, che con tutte le misure allo studio del governo «faremo crescere l’economia e ripagheremo il debito». A proposito dell’intenzione di spiegare la manovra nelle piazze, Di Maio ha detto: «Voglio andare a spiegare alle persone la manovra, ci sono le tabelle che dicono dove si prendono i soldi, ma ci sono un’altra serie di pagine che riguardano la filosofia di intervento, quella la stiamo ultimando e da domani sarà disponibile».

Tria: "Nessuna regola europea"
Dopo l’uscita dalla riunione dell’Eurogruppo in Lussemburgo anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria incontrando i giornalisti prima di imbarcarsi, in anticipo, per l'Italia, ha spiegato che "il 2,4% è un numero che non corrisponde esattamente ad alcune regole europee ma fa parte della normale dinamica europea, è sempre accaduto a molti Paesi nel corso degli ultimi decenni, se andate a vedere il numero di Paesi che sono in regola con tutte le regole europee sono pochissimi. Non significa che non bisogna cercare di rispettarle, ma ci sono delle situazioni economiche in cui bisogna fare delle valutazioni». «Oggi - ha chiarito ancora il capo del MEF - non è stato discussa la nota del Def, i colleghi ministri mi hanno chiesto alcuni dati e io li ho forniti. Non c’è stata alcuna discussione. Il problema è la qualità della manovra – ha proseguito – e questa manovra è di crescita, se vinciamo la scommessa della crescita tutto va bene, sennò cambieremo manovra come sempre bisogna fare». D’altra parte tutte le strategie dei governi precedenti "non hanno dato risultati", quindi dobbiamo "un po’ cambiare": il debito ha continuato a crescere, la disoccupazione non si è ridotta, il tasso di crescita è rimasto sempre un punto sotto Ue. "Puntiamo a colmare il gap con la Ue entro due anni». 

Spread in salita, Moscovici: convincere l'Italia a tornare a obiettivi comuni
Intanto, come da attese, lo spread tra Btp e Bund continua a salire. Stamattina il differenziale fra i due titoli si è attestato in apertura a 295,4 punti. Ieri aveva chiuso a 283 punti base. Il rendimento è al 3,398%. Anche Piazza Affari ha aperto in forte calo: il Ftse-Mib segna -1,59% a 20.282,7 punti. L’All Share -1,36%. E dopo le parole di Jean-Claude Juncker, da Bruxelles ci piovono addosso anche quelle di Pierre Moscovici, che indirettamente rivela il piano europeo per riportare la calma in Italia (leggi ovviamente "sui mercati"): «Nel dialogo che dovremo condurre, la posizione della Commissione Europea è quella di tentare di convincere le autorità italiane di ritornare verso l’obiettivo di medio termine, che è la regola di finanza pubblica che bisogna seguire», ha detto il commissario Ue agli Affari economici. Che ha anche riproposto il paragone con la crisi greca tanto caro al collega Juncker: «Abbiamo proposto una politica di bilancio espansiva qualche anno fa e in più l’Italia è con la Grecia il Paese con il debito più elevato. Se anche avessimo proposto una linea di bilancio espansiva, non sarebbe stato per questi Paesi in particolare. Per quanto ne sappiamo, l’Italia sarà l’unico Paese ad avere una politica di bilancio espansiva, con un problema di debito elevato».