22 settembre 2018
Aggiornato 03:30

Altra vittoria del governo: si dimette il presidente della Consob Nava

Il pressing della maggioranza Lega-M5s ha centrato l'obiettivo
Il presidente di Consob Mario Nava
Il presidente di Consob Mario Nava (Matteo Bazzi | ANSA)

ROMA - Il pressing della maggioranza Lega-M5s ha centrato l'obiettivo. Il presidente della Consob, Mario Nava, ha rassegnato le dimissioni irrevocabili dall'incarico con decorrenza immediata accettate dalla Commissione. La maggioranza giallo-verde nelle ultime settimane aveva chiesto ripetutamente le dimissioni di Nava per incompatibilità. Ieri la richiesta di dimissioni per «sensibilità istituzionale» era stata formata dai capigruppo di Camera e Senato della Lega e del M5s. Da qui la decisione di Nava di lasciare l'incarico come ha spiegato lui stesso nella dichiarazione alla Commissione. «La richiesta di dimissioni per sensibilità istituzionale da parte dei quattro capigruppo di Camera e Senato dei due partiti di maggioranza - ha detto Nava - sono un segnale chiaro e inequivocabile di totale non gradimento politico. Il non gradimento politico limita l'azione della Consob in quanto la isola e non permette il raggiungimento degli obiettivi».

Motivazioni politiche
Motivazioni quindi politiche alla base del pressing di Lega e Cinquestelle. Lo stesso Nava ha rilevato che «la questione legale della mia posizione amministrativa è stata decisa e validata da ben quattro istituzioni, Commissione europea, Presidenza del Consiglio, Presidenza della Repubblica e Corte dei Conti, e non necessita miei commenti ulteriori. La questione è quindi solo politica». «La Consob è indipendente - ha sottolineato - ma non può essere isolata. Consob deve poter lavorare non solo con le altre autorità indipendenti, ma anche con le istituzioni politiche».

Il precedente
Prima di essere nominato presidente della Consob, Nava era responsabile della direzione generale Mercato interno e servizi della Commissione europea con oltre 20 anni di servizio a Bruxelles. Nava era stato indicato dal governo Gentiloni alla guida della Consob. Per assumere l'incarico alla Consob aveva ottenuto il distacco per tre anni dagli uffici della Commissione europea. La scelta del distacco invece dell'aspettativa era stato motivo di diverse interrogazioni parlamentari da parte del M5s. Da ultimo quella rivolta al commissario europeo Oettinger, il quale nella risposta aveva ribadito che le autorità italiane hanno confermato che il distacco di Nava non avrebbe inciso sulla sua indipendenza in veste di presidente della Consob e che si sarebbe mantenuta la conformità al requisito secondo cui il presidente esercita il suo mandato in regime di esclusività e a tempo pieno.

«Gesto di sensibilità istituzionale»
Nella nota di ieri i capigruppo di Camera e Senato di Lega e M5s sostenevano che la risposta di Oettinger conferma i dubbi dei di Lega e M5s e pertanto chiedevano a Nava di rassegnare «le dimissioni con un gesto di sensibilità istituzionale che, a questo punto, appare davvero inevitabile al fine di ristabilire un rapporto di fiducia e di leale collaborazione fra Istituzioni tanto rilevanti dello Stato». Da parte sua, Nava nella dichiarazione alla Commissione ha affermato che «responsabilmente, senza alcuna vena polemica, e avendo come unico obiettivo l'interesse più alto dell'Italia, rimetto con dispiacere le mie dimissioni da Presidente della Consob». «Sono certo che il mio sacrificio personale rasserenerà gli animi, dimostrerà quanto tengo personalmente all'indipendenza di questa Autorità al di là dei miei interessi personali, e permetterà al Governo di indicare un presidente con caratteristiche ad esso più congeniali».