23 settembre 2018
Aggiornato 04:00

Autostrade, Toninelli: entro fine settembre il decreto. Tutte le novità

"Prima c'erano tanti interessi e un sistema di potere imprenditoriale. Ora le cose sono cambiate" avverte il ministro
Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli
Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - "Lo Stato deve sapere, attraverso una banca dati centrale che sarà costituita nel decreto, lo stato di salute delle nostre infrastrutture, perché al momento non lo sappiamo». Il ministro delle delle infrastrutture, Danilo Toninelli, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei, rassicura sui tempi e sui modi della futura gestione delle autostrade italiane. "Tutto questo non è stato fatto prima perché in gioco c'erano tanti interessi e un sistema di potere imprenditoriale. Il decreto è veramente una cosa importante. Penso che in due settimane o al massimo a fine mese potrebbe approdare in Consiglio dei ministri e poi in Aula" detto chiarito.

Ingegneri-controllori a tutela della cosa pubblica
Nel decreto ci sarà anche la costituzione di un'agenzia pubblica indipendente per il controllo dei concessionari e per le ispezioni con ingegneri pubblici. La struttura che deve gestire la sorveglianza delle infrastrutture attraverso delle ispezioni avrebbe dovuto avere 250 elementi, tutti ingegneri specializzati, invece ne ha 118, di cui la metà sono impiegati. "Questo è lo Stato che ci hanno lasciato gli esperti della politica" attacca Toninelli. "In questa agenzia metteremo tanti ingegneri a controllare finalmente chi si è appropriato della cosa pubblica grazie a un regalo della vecchia politica".

Ci sarà il timbro dello Stato
Il ministro è anche tornato sul crollo del ponte Morandi: "Chi doveva tenere in piedi, per permettere agli automobilisti di passare in serenità e in sicurezza, un'autostrada e in particolare il ponte Morandi l'ha fatto crollare. Non serve una laurea in Giurisprudenza o una specializzazione in chissà quale branca del Diritto per capire che il responsabile è Autostrade per l'Italia e in termini risarcitori, neanche in termini contrattuali, è Autostrade che deve risarcire». Ma siccome il Governo è cambiato e il "cambiamento è arrivato ed è serio, non retorico", è "ovvio" che loro devono mettere i soldi "perché loro hanno fatto crollare il ponte per assenza di manutenzione, per trascuratezza, perché pensavano ai profitti e non alla sicurezza». Non gli permetteremo mai - ha concluso Toninelli - di gestire la progettazione, la costruzione e i collaudi, ma ci sarà il team e il sigillo dello Stato. "Abbiamo fior di società pubbliche che hanno competenze e professionalità. Metteremo il timbro dello Stato che finalmente non appalta o regala a questi soggetti privati, che in realtà sono più dei prenditori che imprenditori".

Di Maio: "Nazionalizzare spaventa? E' l'unica soluzione"
Sull'argomento anche Luigi Di Maio ha ribadito la sua posizione: "Nazionalizzazione è una parola che disorienta perché sembra che torni lo Stato padrone, ma non c'è altra scelta. Tolta la concessione ad Atlantia non c'è più nessuno e, quindi, se facessimo un bando vincerebbero di nuovo loro. L'unica strada per abbassare i pedaggi e investire in infrastrutture è questa». Così il vicepremier e ministro a Radio Radicale. "Il minimo sindacale è che Atlantia ci metta i soldi - ha detto - le persone non possono stare in balia delle elemosine dei Benetton che ora per salvare la società provano a fare i benefattori». In merito alla polemica con il governatore della Liguria, Giovanni Toti, Di Maio ha sottolineato che "c'è stato un equivoco. Io riconosco in pieno il lavoro che stanno facendo le autorità locali e ci sarà un decreto Genova" ha chiarito.