19 agosto 2018
Aggiornato 21:00

Allarme del Fondo monetario: «Dal governo proposte insostenibili»

L'Fmi lancia un segnale di preoccupazione: il programma di M5s e Lega avrà un impatto sul debito pubblico. Reagisce Forza Italia: «Conte irresponsabile»
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il direttore del Fmi Christine Lagarde
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il direttore del Fmi Christine Lagarde (ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI)

WASHINGTON – Il Fondo Monetario Internazionale lancia un nuovo segnale di preoccupazione per gli effetti sul deficit e sul debito pubblico delle proposte contenute nel programma del governo M5s-Lega. Nel rapporto annuale sull'Eurozona, appena pubblicato, l'istituzione di Washington sottolinea che «alcuni dei Paesi ad alto debito, inclusi Italia, Portogallo e Spagna, continueranno a correggere i conti solo in misura lieve o per nulla. In Italia – sottolinea il Fmi – il nuovo governo favorisce misure fiscali e di spesa che, se attuate pienamente, provocherebbero una significativa espansione fiscale in contrasto con la sostenibilità del debito».

Le stime UE
La valutazione si basa anche sulle ultime stime della Commissione Ue: «Le loro previsioni – si legge ancora nel rapporto – basate su previsioni a politiche invariate, indicano un leggero peggioramento del saldo strutturale sia nel 2019 sia nel 2019, che riflette un previsto allentamento in Germania e Paesi Bassi e poca o nessuna correzione in Belgio, Francia, Italia, Portogallo e Spagna. Diverse previsioni sui risultati di bilancio netti per il 2018, incluse quelle di Belgio, Francia, Lettonia, Italia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia, rischiano di non essere all'altezza dei requisiti del Patto di stabilità e di crescita. I rapporti di debito pubblico sono previsti rimanere sopra il 90% del Pil in più di un terzo dei paesi dell'area dell'euro alla fine 2019».

L'opposizione rilancia
Un monito che ha inevitabilmente sollevato reazioni politiche: «In mano a degli incapaci irresponsabili come Conte, Di Maio e compagnia, l'Italia rischia il disastro – dichiara il senatore Maurizio Gasparri, di Forza Italia – Ce lo dice il Fondo Monetario Internazionale confermando al mondo intero che non è più sostenibile il debito pubblico italiano. Il governo Conte sta mettendo a repentaglio i risparmi di tutti gli italiani. Cacciare Conte e Di Maio è un dovere prioritario. La Lega apra gli occhi. Sono alleati con persone i cui programmi rischiano di ridurre sul lastrico tutte le famiglie italiane. L'Fmi lancia un allarme rosso. Si può giudicare l'Fmi come si vuole ma la realtà è sotto gli occhi di tutti. Con un governo così screditato non si può più vendere il debito pubblico italiano. Gli appelli che Forza Italia ha più volte rivolto alla Lega sono negli interessi delle famiglie e dei risparmiatori. I 5 Stelle rischiano di ammazzare l'Italia. Vanno fermati, sono un pericolo per la Nazione».

Promossa la Bce
Ma l'analisi del Fondo Monetario non si concentra solo sull'Italia, anzi. L'espansione economica dell'area dell'euro, sebbene ancora vigorosa, sta rallentando a un ritmo più moderato. Il principale motore resta la domanda interna, sostenuta da una solida creazione di posti di lavoro. La crescita del pil dell'Eurozona resterà sopra il potenziale nel 2018 e 2019, rispettivamente al +2,2% e al +1,9% per poi rallentare nel biennio successivo, rispettivamente all'1,7% e all'1,5%. L'istituzione di Washington rileva che «una serie di rischi globali e domestici incombe sulle prospettive economiche. Le tensioni commerciali sono aumentate con la recente imposizione da parte americana di dazi sulle importazioni di acciaio e di alluminio. Inazione politica e shock politici a livello nazionale costituiscono importanti rischi domestici, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione ammortizzatori fiscali in paesi con elevato debito pubblico e l'attuazione di riforme strutturali mentre la crescita rimane forte. I negoziati sulla Brexit aumentano inoltre il rischio di un'uscita dirompente».

Capitolo banche
Sul versante delle banche il Fondo rileva «progressi significativi» per l'unione bancaria. «La dimensione e qualità dei buffer delle banche sono più alti rispetto a prima, e i prestiti problematici sono diminuiti, ma la bassa redditività – sottolineano ancora gli economisti del Fondo monetario – resta una sfida seria per molti istituti. La supervisione bancaria ha segnato un miglioramento di passo con la creazione del meccanismo di vigilanza unico e il modo migliore per gestire la risoluzione bancaria nell'ambito del meccanismo di risoluzione unico, anche se la frammentazione delle norme su scala nazionale rimanere un problema. Il piano d'azione per i servizi finanziari presenta raccomandazioni dettagliate per ulteriori miglioramenti». La politica monetaria della Bce, afferma comunque il Fmi, dovrebbe rimanere espansiva fino a quando l'inflazione non si sposterà in modo convincente verso l'obiettivo fissato dalla stessa Banca. Giudizio positivo sull'impegno a mantenere tassi bassi per un periodo ben superiore alla fine del piano di acquisti del Qe. «L'impegno della Bce – si legge – a mantenere i tassi all'attuale livello, straordinariamente basso, almeno fino alla prossima estate è cruciale».