Economia | Fisco

Stop alle cartelle sotto 100mila euro: Equitalia attende la riforma

Quello proposto dal ministro dell'Interno, che riprende un punto del programma leghista, non è un condono generalizzato ma l'inizio della «pace fiscale»

Una manifestazione contro Equitalia
Una manifestazione contro Equitalia (Matteo Bazz | ANSA)

ROMA - «Chiudere da subito tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100 mila euro, per liberare milioni di italiani incolpevoli ostaggi e farli tornare a lavorare, sorridere e pagare le tasse». La proposta di Matteo Salvini - una sorta di 'condono' per le opposizioni - per chi ha pendenze con l'agenzia di riscossione inferiori ai 'cinque zeri' è fattibile, anche se ancora di concreto sul tavolo non c'è nulla se non l'impegno del ministro dell'Interno. Ma a specifica domanda da parte dei giornalisti a margine di un evento al Cnel, il vicedirettore dell'Agenzia delle Entrate, Paolo Savini, non è entrato nei particolari, anche perché al momento di particolari non ce ne sono. «Consentitemi di non rispondere a domande di questo tipo perchè mi sembra che sia nel campo delle dichiarazioni e delle ipotesi quindi attendiamo di capire le norme e poi come sempre, come Agenzia delle entrate, le attueremo» ha risposto a chi domandava se annunci di nuove sanatorie come quella suggerita dal vicepremier Matteo Salvini sulle cartelle sotto i 100mila euro possano disincentivare la rottamazione bis i cui termini di pagamento scadono il 31 luglio.

Una misura che riguarderebbe un italiano su due
Ma quando Salvini parla di cartelle sotto i 100mila euro, a quanti italini 'parla'? E perché da più parti una simile misura è stata considerata una sorta di sanatoria generalizzata? A fine 2016, secondo gli ultimi dati diffusi ad aprile 2017 dall'ormai ex presidente e amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Mari Ruffini, ad avere un debito iscritto a ruolo - come si dice tecnicamente - sopra i 100mila euro è solo il 4 percento dei contribuenti. Inoltre c'è da considerare un secondo elemento: il 54 percento degli italiani 'indebitati' con Equitalia ha sulle spalle una sanzione inferiore a mille euro. Si tratta quindi di un vero e proprio esercito di 'microdebitori' che Matteo Salvini vorrebbe - testuale - «liberare».

Cosa c'è nel contratto di governo Lega-M5s
Voci non ufficiali vorrebbero un ministro dell'Economia, Giovanni Tria, non proprio favorevole - anzi - alla proposta lanciata da Matteo Salvini. E allora per capire come si muoverà il govero per questa 'sanatoria', l'unico 'nero su bianco' che possiamo andare a sandagliare è il contratto firmato da Matteo Salvini e Luigi Di Maio, dove si pala di 'pace fiscale': «Il miglioramento delle procedure di riscossione - si legge - passa inevitabilmente dal preventivo e definitivo smaltimento della mole di debiti iscritti a ruolo, datati e difficilmente riscuotibili per insolvenza dei contribuenti». Ed è a tal fine che «è opportuno» dar vita a una sorta di 'pace fiscale' al fine di rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica. Nessun condono, quindi, ma 'solo' un aiuto ai cittadini in difficoltà per arrivare a quella che è stata definita una «riscossione amica dei contribuenti».