15 ottobre 2019
Aggiornato 22:30
Economia

Il governo «populista» si avvicina, e lo spread schizza alle stelle: solo la Grecia come noi

Come volevasi dimostrare, si materializza sempre di più il governo sovranista, o populista come dicono a Bruxelles, e lo spread sale ancora

Sale ancora lo spread
Sale ancora lo spread ANSA

ROMA - Come volevasi dimostrare, si materializza sempre di più il governo sovranista, o populista come dicono a Bruxelles, e lo spread sale ancora. Se il differenziale tra Btp e Bund decennale anche oggi si amplia leggermente, sono però i bond governativi a breve scadenza ad accusare la forte pressione dei mercati finanziari sugli asset italiani e in particolare sui titoli di Stato. Sul decennale lo spread ha superato la soglia dei 170 punti con il rendimento del titolo italiano al 2,28%. Ma è sulle scadenze più corte che le vendite sono più consistenti. Il rendimento dei titoli triennali è schizzato allo 0,37% dopo aver toccato lo 0,40% in avvio di contrattazioni. Un livello che non veniva raggiunto dal luglio del 2015. Una settimana fa il triennale oscillava intorno allo 0,05%. Il pari durata tedesco invece mostra un rendimento negativo pari allo 0,45%. Lo spread sui due titoli a tre anni schizza così a 82 punti base, una settimana fa viaggiava in area 40 punti. Nelle fasi di tensioni sui mercati, sono le scadenze più brevi a evidenziare le maggiori fibrillazioni. I mercati stanno riprezzando il rischio Italia in particolare sulle scadenze più corte ipotizzando che il nuovo governo possa adottare politiche economiche che faranno salire il deficit e il debito.

Italia come la Grecia
Ancor più accentuata l’ondata di vendite sui titoli a due anni, sui quali non c’è l’ombrello della Bce. Il quantitative easing infatti opera solo sui titoli con durata dai tre anni in su. Sui Ctz il rendimento è quasi raddoppiato in due sedute portandosi allo 0,16%, dopo aver toccato lo 0,20% in apertura dei mercati. Fino alla settimana scorsa il rendimento era negativo. Escludendo la Grecia, i bond governativi italiani sono gli unici nell’area euro a mostrare rendimenti negativi solo sulle scadenze a un anno. In Spagna presentano rendimenti negativi i titoli con scadenza fino a tre anni, nonostante i bond di Madrid risentano delle tensioni sui titoli di Stato Italiani. Gran parte dei bond governativi dei paesi cosiddetti core dell’euro hanno tassi negativi fino a 4 anni, in Germania è negativo anche il rendimento del quinquennale con un -0,08% rispetto allo 0,05% di venerdì.

Sulle scadenze lunghe
Sulle scadenze lunghe lo spread tra Italia e Germania è risalito ai livelli di un anno fa mentre su quelle brevi si è riportato ai massimi dal giugno del 2015. Il rendimento del Btp 10 anni è salito di 41 punti base, la variazione settimanale più consistente dall’estate del 2015, quando l’Europa era alle prese con un episodio della crisi greca. Il rendimento del Btp a 2 anni è ritornato sopra lo zero, dopo essere sceso in territorio negativo nel luglio dello scorso anno, con un minimo di -0,36% toccato all’inizio dello scorso dicembre. Tuttavia la reazione dei mercati non ha modificato la curva dei rendimenti, la spia che segnala l’allarme degli investitori con le scadenze a breve termine che presentano rendimenti superiori a quelle lunghe.