15 agosto 2018
Aggiornato 21:00

T-Mobile e Sprint, fusione da 26,5 miliardi. Avanti tutta sul 5G

L'accordo tutto in azioni porta T-Mobile US - il quarto operatore statunitense per numero di abbonati - a prendere il controllo di Sprint, al terzo posto nel panorama della telefonia Usa
Usa, fusione record tra T-Mobile e Sprint: nasce gigante da 127 milioni di clienti
Usa, fusione record tra T-Mobile e Sprint: nasce gigante da 127 milioni di clienti (ANSA)

NEW YORK - Dopo anni di feroci negoziati, T-Mobile US ha raggiunto un accordo da 26 miliardi di dollari per comprare l'arcirivale Sprint. L'intesa, annunciata ieri, rappresenta la terza volta negli ultimi quattro anni in cui i due operatori di telefonia mobile Usa hanno cercato di convolare a nozze. E non è affatto scontato che questa sia quella buona. Per questo i titoli delle due aziende sono venduti a piene mani a Wall Street. Sprint cede il 15% e T-Mobile US perde il 7%.

L'accordo tutto in azioni porta T-Mobile US - il quarto operatore statunitense per numero di abbonati - a prendere il controllo di Sprint, al terzo posto nel panorama della telefonia Usa. Il gruppo combinato si chiamerà T-Mobile e sarà guidato da John Legere, il Ceo irreverente attualmente al comando di T-Mobile US. In base all'intesa, ai soci di T-Mobile US andranno 9,75 titoli Sprint per ogni azione T-Mobile US in loro possesso. Deutsche Telekom, la controllante di T-Mobile US, possiederà il 42% dell'azienda che nascerà dalla fusione mentre a SoftBank, la holding giapponese a cui fa capo Sprint, andrà il 27%; il restante 31% sarà in mano agli investitori. Sarà il gruppo tedesco a controllare il 69% del potere di voto della nuova società, di cui nominerà i suoi 14 membri del cda. L'operazione dovrebbe chiudersi nella prima metà del 2019 ma il mercato è scettico visto che già nel 2014 le due aziende abbandonarono i loro piani di fusione dopo essersi sentiti dire dai funzionari dell'allora amministrazione Obama che difficilmente avvrebbero ottenuto un semaforo verde.

Anche se alla Casa Bianca è arrivato il repubblicano Donald Trump, le prospettive non sembrano migliorate. Prima di tutto perché la fusione ridurrà a tre da quattro il numero degli operatori tlc (gli altri sono AT&T e Verizon). E poi perché AT&T è già alle prese con un braccio di ferro legale con la Giustizia Usa, che vuole bloccare le nozze con Time Warner. Verizon resta a guardare.

Sprint è il più colpito a Wall Street perché è visto come il più debole nel panorama americano in quanto gruppo autonomo. Il titolo ha finito per essere scambiato a sconto rispetto ai 6,28 dollari a cui è valutato in base all'accordo siglato ieri. Non resta che vedere se il governo Trump si farà convincere dai toni nazionalistici usati oggi da Legere per difendere la bontà dell'operazione.

In una intervista a Cnbc, il Ceo di T-Mobile US ha detto che con le nozze la competizione aumenterà portanto a un calo dei prezzi, a servizi migliori e a maggiori investimenti da parte di tutti (concorrenti inclusi). Cosa teoricamente ancora più importante per Washington, per il Ceo la fusione permetterà agli Stati Uniti di recuperare terreno con la Cina nel campo dello sviluppo della nuova rete 5G. «Siamo indietro rispetto alla Cina. Non lo possiamo permettere», ha aggiunto Legere dicendo che i regolatori Usa «approveranno l'operazione, perché è positiva per l'America».