29 settembre 2020
Aggiornato 19:00
Telecomunicazioni

«Sfida 5G deve contare su una rete aperta e sicura»

A sottolinearlo è Stefano Venturi, CEO di Hewlett Packard Enterprise, da sempre convinti sostenitori del concetto di open innovation: «Cruciale garantire che non solo l'edge ma che il core sia aperto»

«Sfida 5G deve contare su una rete aperta e sicura»
«Sfida 5G deve contare su una rete aperta e sicura» ANSA/EPA

Il 5G «è una sfida tecnologica, geopolitica e finanziaria che cambierà il nostro modo di vivere e lavorare» ma il viaggio verso il 5G «è ancora nelle sue fasi iniziali e le tlc che forniscono servizi 5G e i consumatori devono poter contare su una rete aperta, sicura, collaudata fornita as-a-service». A sottolinearlo è Stefano Venturi, presidente e Ceo di Hewlett Packard Enterprise Italia, da sempre convinti sostenitori del concetto di open innovation.

«Una delle tante novità introdotte dal 5G, che la differenzia dalle precedenti generazioni, è proprio l'apertura», ha spiegato Venturi, a margine del Forum Ambrosetti. «Mentre le precedenti generazioni di reti cellulari facevano affidamento su sistemi proprietari e integrati di un piccolo numero di fornitori storici, gli standard 5G sono stati progettati per sfruttare le piattaforme cloud native aperte che consentono alle società di telecomunicazioni di implementare nuovi servizi 5G più velocemente e in modo più flessibile».

«Per realizzare appieno i vantaggi e la potenza del 5G è necessario mantenere questo approccio aperto», principio fondamentale nella strategia edge-to-cloud platform-as-a-service di HPE, ha sottolineato Venturi, «ma è anche l'approccio più sicuro». Perché, ha spiegato, «perdita di dati, violazioni della privacy e attacchi informatici a individui, organizzazioni e governi sono possibili se il controllo delle reti 5G cadesse nelle mani sbagliate, e ciò sarebbe più semplice in caso di concentrazione del controllo tecnologico in capo a poche realtà».

Per questo motivo, ha concluso il numero uno di HPE Italia, «riteniamo cruciale garantire che non solo l'edge ma il core della rete sia aperto. Questa è la parte più sensibile della rete e gli operatori, così come le autorità governative, devono essere certi di lavorare con partner fidati e tecnologie sicure».

L'esperienza Covid, ha sottolineato poi Venturi, «ci ha insegnato che per affrontare i grandi problemi globali è necessario cambiare atteggiamento. È importante sottolineare la necessità e l'urgenza di prevedere nonché predisporre sistematiche azioni al fine di garantire la resilienza e la reattività del sistema industriale italiano, spina dorsale su cui dovrà basarsi il nuovo scenario competitivo post-Covid».

Da anni, ha spiegato il numero uno di HPE Italia, «siamo convinti sostenitori del concetto di open innovation, che oltre a essere generatore di novità è anche l'approccio più adatto a mettere l'innovazione al servizio della collettività, per trovare soluzioni a questioni di varia natura, non da ultimi quelli sanitari». E la corsa al 5G ne è un perfetto esempio.

Per quanto riguarda il cloud e i big data, Venturi ribadisce il concetto di data driven society, «un mondo nuovo, in cui la vera sfida per la maggior parte delle aziende e delle organizzazioni è e sempre più sarà acquisire un vantaggio competitivo lavorando sui dati, analizzandoli per trasformarli in valore, in nuove occasioni di business». Per questo «serve sviluppare infrastrutture tecnologiche che permettano di gestire il dato fin da quando viene generato, per renderlo disponibile nel posto, momento e formato giusto, per estrarne valore. Insomma - conclude Venturi - riprogettare il futuro grazie all'utilizzo di tecnologie sostenibili prima di tutto».