23 settembre 2018
Aggiornato 12:00

Lavoro, Istat: disoccupazione 2017 ai minimi da 2013. Cresce di più occupazione tra gli stranieri

Secondo la fotografia scattata dall'Istat nella media del 2017 il tasso di disoccupazione è calato di 0,5 punti percentuali scendendo all'11,2%
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti (d) stringe la mano al presidente dell'Istat Giorgio Alleva
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti (d) stringe la mano al presidente dell'Istat Giorgio Alleva (ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI)

ROMA - Forte calo della disoccupazione nel 2017. Secondo la fotografia scattata dall'Istat nella media del 2017 il tasso di disoccupazione è calato di 0,5 punti percentuali scendendo all'11,2%. Si tratta del terzo calo consecutivo su base annua. E' il livello più basso dal 2013, ossia da quattro anni. Il tasso di disoccupazione, nel quarto trimestre del 2017, dopo due cali consecutivi e la stabilità nel terzo trimestre, diminuisce di 0,2 punti rispetto al trimestre precedente giungendo all'11,0%. Il tasso di inattività sale al 34,5% (+0,1 punti) in tre mesi. Continua la riduzione del numero dei disoccupati (-105 mila, -3,5%), più intensa rispetto al 2016, dovuta agli ultimi tre trimestri dell'anno. A ciò corrisponde un calo del tasso di disoccupazione di 0,5 punti (dall'11,7% del 2016 all'11,2 del 2017). Il calo della disoccupazione riguarda sia le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi (-46 mila, -2,7%) sia, a ritmi più intensi, i disoccupati di breve durata; per tale ragione aumenta l'incidenza delle persone in cerca di lavoro da almeno un anno sul totale disoccupati (57,8%, +0,5 punti).

Giù il numero di inattivi, più occupati nel Mezzogiorno
Nel 2017 il numero di inattivi diminuisce per il quarto anno consecutivo ma in misura meno marcata dell'anno precedente (-242 mila, -1,8%). Il calo interessa soprattutto le forze di lavoro potenziali (-213 mila, -6,4%). Nel 2017, per il terzo anno prosegue la riduzione, sostenuta, del numero degli scoraggiati (-104 mila, -6,0%). La dinamica tendenziale mostra una crescita di 279 mila occupati (+1,2% in un anno) circoscritta ai dipendenti (+2,2%), in circa nove casi su dieci a termine, a fronte di un nuovo calo degli indipendenti (-1,9%). Per il tredicesimo trimestre consecutivo aumentano gli occupati a tempo pieno mentre, dopo una crescita ininterrotta dal 2010, il tempo parziale diminuisce. Sulla base dei dati di flusso, a distanza di dodici mesi, si stima un aumento delle trasformazioni da tempo parziale a tempo pieno, soprattutto per quanti svolgevano un part time involontario. Nel quarto trimestre 2017 prosegue la crescita dell'occupazione e del relativo tasso per i giovani di 15-34 anni. L'aumento dell'occupazione, diffuso per genere e ripartizione, è più intenso per le donne e nel Mezzogiorno.

Calo disoccupazione soprattutto al Nord 
A livello territoriale, nella media del 2017, la crescita dell'occupazione è simile in tutte le ripartizioni mentre il calo della disoccupazione è più intenso nelle regioni settentrionali (-8% contro -3,7% nel Centro e -0,5% nel Mezzogiorno). Lo ha reso noto l'Istat spiegando che, nel 2017, il tasso di disoccupazione si riduce in tutte le ripartizioni ma i divari rimangono accentuati: nel Mezzogiorno (19,4%) è quasi tre volte quello del Nord (6,9%) e circa il doppio di quello del Centro (10,0%). La riduzione del numero di inattivi e del tasso di inattività è lievemente più forte nel Mezzogiorno; peraltro nel Nord e nel Centro il calo del tasso di inattività riguarda soltanto le donne mentre nel Mezzogiorno entrambe le componenti di genere.

Aumento dell'occupazione anche tra i giovani
Il 2017, nel complesso, si caratterizza per un nuovo aumento dell'occupazione che coinvolge anche i giovani di 15-34 anni. L'occupazione, nella media del 2017, è aumentata per il quarto anno consecutivo e il tasso di occupazione è salito al 58%, il livello più alto dal 2009. Lo ha comunicato l'Istat. Nel quarto trimestre del 2017 l'occupazione presenta una lieve crescita congiunturale (+12 mila, 0,1%), dovuta all'ulteriore aumento dei dipendenti a termine (+57 mila, +2,0%) a fronte del calo di quelli a tempo indeterminato (-25 mila, -0,2%) e degli indipendenti (-20 mila, -0,4%). Il tasso di occupazione cresce di 0,1 punti rispetto al trimestre precedente arrivando al 58,1%. I dati mensili più recenti (gennaio 2018) presentano, al netto della stagionalità, un lieve aumento del numero di occupati rispetto a dicembre 2017.

Geografia di occupazione e disoccupazione
In confronto al 2016, nel Nord il tasso di occupazione sale in tutte le regioni, con l'eccezione della Liguria (-0,4 punti percentuali). Gli incrementi più elevati si segnalano nella Provincia Autonoma di Trento, in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia (rispettivamente +1,5, +1,3 e +1,1 punti). Superano i livelli del 2008 le Province Autonome di Bolzano e Trento, il Friuli-Venezia Giulia e la Lombardia. Il tasso di disoccupazione si riduce rispetto a un anno prima in tutte le regioni, in particolare nella Provincia Autonoma di Trento e in Lombardia (rispettivamente -1,1 e -1,0 punti). A livello provinciale, gli incrementi del tasso di occupazione sono maggiori nella città metropolitana di Venezia, a Piacenza, Biella, Varese, Padova e Brescia (con variazioni comprese tra +3,4 e +2,2 punti); riduzioni di un punto percentuale e oltre si segnalano invece a Imperia, Forlì-Cesena, Verbano Cusio Ossola, Rovigo, Como e Sondrio. Le riduzioni più elevate del tasso di disoccupazione si stimano a Brescia, Trieste e nella città metropolitana di Venezia (con cali compresi tra -2,4 e -2,1 punti), mentre l'indicatore cresce di un punto percentuale e oltre a Asti, Novara, Imperia e Como. Nei grandi comuni il maggiore incremento del tasso di occupazione si registra a Venezia (+5,8 punti), mentre Verona presenta una riduzione dell'indicatore (-0,6 punti percentuali). Il tasso di disoccupazione si riduce in quasi tutti i grandi comuni del Nord, a eccezione di Verona e Milano; le riduzioni più decise riguardano Genova e Torino (-2,0 e -1,6 punti). Nelle regioni del Centro il tasso di occupazione cresce soprattutto in Lazio e Toscana (+1,0 e +0,7 punti), dove l'indicatore supera anche il livello del 2008. In queste regioni si riduce anche il tasso di disoccupazione, che cresce invece in Umbria e rimane invariato nelle Marche. Tra le province, si registrano gli aumenti più elevati del tasso di occupazione a Pesaro Urbino e a Latina (+2,9 punti), mentre i cali più accentuati sono ad Ancona, Lucca, Fermo e Grosseto (con riduzioni tra -3,0 e -1,4 punti). Le province con i cali maggiori del tasso di disoccupazione sono Pistoia, Pesaro Urbino e Livorno (con riduzioni tra -4,2 e -3,4 punti) mentre gli incrementi sono più consistenti nelle province di Ancona e Terni (rispettivamente +3,0 e +2,0 punti). Nei due grandi comuni del Centro, Roma e Firenze, il tasso di occupazione cresce rispettivamente di +1,0 e +0,4 punti, mentre quello di disoccupazione rimane invariato.

Più occupazione tra gli stranieri
Tra gli stranieri, nella media del 2017, si stima una maggiore crescita del tasso di occupazione (+1,1 punti in confronto a +0,7 gli italiani) e un calo più accentuato del tasso di disoccupazione (-1,0 rispetto a -0,4 punti). Lo ha reso noto l'Istat. Il tasso di inattività per gli stranieri scende più tra gli uomini e per gli italiani più tra le donne.