18 ottobre 2018
Aggiornato 13:30

Gentiloni: «Abbiamo salvato il risparmio, altro che dare soldi ai mariuoli»

Il Presidente del Consiglio: «Ho accolto con un certo sollievo che le audizioni siano finite e non credo che siano state utilissime»
Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni
Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni (ANSA)

ROMA - Era Premier da pochi dieci giorni quando il 23 dicembre dell'anno scorso il governo Gentiloni varava il decreto salva-risparmio, stanziando fino a 20 miliardi di euro per risolvere le crisi bancarie a partire da Mps. Nella conferenza stampa di fine anno, il presidente del consiglio rivendica i risultati dell'esecutivo nel delicato e spinoso tema dei salvataggi bancari. E al tempo stesso esprime un giudizio negativo sulla commissione d'inchiesta sulle banche. «Ho accolto con un certo sollievo che le audizioni siano finite e non credo che siano state utilissime" ha sostenuto Gentiloni rispondendo alle domande della stampa. Ma il dossier banche è stato anche l'elemento sul quale ci sono state le maggiori frizioni tra il Premier e il suo partito. Oltre alla commissione d'inchiesta, non sono mancati attriti tra Palazzo Chigi e il Pd sulla conferma di Ignazio Visco a governatore della Banca d'Italia.

COMPROMESSI - Un passaggio che certifica anche l'autonomia di Gentiloni e dell'esecutivo. Il premier ricorda la propria contrarietà sulla risoluzione alla Camera con la quale si chiedeva discontinuità a Via Nazionale. «Il Pd ha preso un'iniziativa parlamentare, io non ne ho condiviso le conclusioni - ricorda Gentiloni - e ho preso una decisione difforme. Le assenze dei ministri in Cdm? Le assenze sono frequenti, può darsi che da parte di alcuni avessero un significato politico... La politica è fatta di compromessi e comprensione delle decisioni degli altri, l'importante è che nelle decisioni fondamentali si abbia a cuore l'interesse del Paese».

SOLDI E MARIUOLI - Gentiloni tuttavia preferisce parlare dei risultati concreti realizzati sul fronte delle banche. «Siamo intervenuti con decisione sulle più rilevanti crisi bancarie - ha detto il Premier -. C'è chi dice cha abbiamo messo soldi pubblici regalandoli alle banche in realtà si trattava di salvaguardare il risparmio ed evitare conseguenze di sistema. Altro che dare i soldi ai mariuoli. Lo abbiamo fatto con una frazione di risorse che altri paesi europei hanno usato per salvare loro banche», con riferimenti espliciti alla Germania, alla Spagna e all'Olanda.
Ma Gentiloni si spinge oltre. Ricorda che l'intervento sul sistema bancario non era semplice. Anzi piuttosto complicato dopo il cambiamento delle norme nel 2013 sui salvataggi con denaro pubblico. «Le regole sono cambiate - ha detto il Premier - c'è stato uno stimolante confronto con le autorità europee» per definire le modalità di intervento con risorse pubbliche e scongiurare ingenti danni al credito e all'economia di interi territori.

CALANO I CREDITI DETERIORATI - A distanza di un anno il panorama è profondamente cambiato in meglio. «Il sistema bancario si sta risanando e occorre lasciarlo lavorare» ha detto il Premier Gentiloni sottolineando la costante flessione dei crediti deteriorati. Gli Npl «sono passati da 86 a 66 miliardi, un calo di 20 miliardi di euro in meno di un anno». Il sistema bancario, ha aggiunto Gentiloni, «sta riducendo i propri crediti deteriorati. Lasciatelo lavorare questo sistema. Noi vigileremo perché l'attività di risanamento prosegua ma cerchiano di evitare crisi create da regole complicate».

COMMISSIONE D'INCHIESTA - Rispondendo alle domande, Gentiloni parla per la prima volta della commissione banche che ha terminato i lavori. «Sulla commissione di inchiesta aspetto con rispetto le conclusioni che verranno e devo dire che con un certo sollievo ho registrato la fine delle audizioni nella commissione stessa». Poi, a una nuova domanda, il giudizio non positivo è ancora più esplicito. «Ho accolto con un certo sollievo che le audizioni siano finite e non credo che siano state utilissime».
Ma il Premier non mette in discussione l'iniziativa parlamentare sull'istituzione della commissione d'inchiesta. «Se il Parlamento decide di fare una commissione d'indagine penso che il Governo non possa che rispettare questa decisione».