Economia | Welfare

Reddito d'inserimento, il primo mezzo miliardo coprirà i costi amministrativi

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in un articolo su Famiglia cristiana: «Le risorse sono ancora troppo poche»

Il Presidente dell'INPS, Tito Boeri
Il Presidente dell'INPS, Tito Boeri (ANSA)

ROMA - «Il 2018 sarà l'anno del Reddito di Inserimento (Rei), il primo strumento universalistico di assistenza sociale istituito su base nazionale. L'Inps sarà l'ente concessorio ed erogatore di questi trasferimenti destinati alle persone più povere. Le risorse sono ancora troppo poche anche perché quasi mezzo miliardo andrà, anziché alle persone più bisognose, a coprire i costi amministrativi a livello decentrato della misura. Ma non c'è dubbio che il Rei segni un cambiamento epocale all'interno del sistema di welfare italiano in quanto, da giugno 2018, selezionerà i beneficiari basandosi unicamente su indicatori obiettivi dello stato di bisogno, senza favorire l'una o l'altra categoria». Lo afferma il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in un articolo su Famiglia Cristiana.

APE E EDUCAZIONE PREVIDENZIALE - Per quanto riguarda invece l'Ape volontario, Boeri spiega che lo strumento «pone di fronte a molti lavoratori una scelta di anticipo di trattamenti pensionistici futuri che saranno di conseguenza più bassi. Fondamentale che chi deve compiere queste scelte lo faccia in modo informato. Per questo l'Inps ha investito molto nell'educazione previdenziale del Paese, rendendo possibili 12 milioni di simulazioni della propria pensione futura sul sito dell'istituto e inviando 3 milioni di buste arancioni a chi, non avendo sin qui acquisito identità digitale (SPID o PIN Inps), non ha accesso ai servizi on line personalizzati. I dati contenuti nelle buste consentono ai lavoratori di comprendere il rapporto fra contributi versati e pensione futura, e di avere una prima stima di quello che potrebbe essere la somma mensile su cui potranno contare al termine della vita lavorativa».