31 maggio 2020
Aggiornato 06:30
Unipol Assicurazioni

Polarizzazione della ricchezza e nuovi poveri la Lombardia verso un «New welfare»

La Lombardia si conferma una delle Regioni più ricche d’Italia e d’Europa, ma al contempo rappresenta un’area in cui si vanno affermando nuove forme di povertà e un nuovo bisogno di Welfare

MILANO - Sono stati presentati oggi a Milano, a Palazzo Turati, i risultati della ricerca La polarizzazione della ricchezza in Lombardia.
All’incontro, promosso da Unipol Assicurazioni e dal Consiglio Regionale Unipol Lombardia, hanno partecipato Mario Lanzi (Presidente del Consiglio Regionale Unipol Lombardia), Francesco Bettoni (Presidente di Unioncamere Lombardia), Elena Lattuada (Segreteria Generale CGIL Lombardia), Fausto Cacciatori (Presidente CNA Lombardia), Don Walter Magnoni (Responsabile Pastorale Sociale e Lavoro Arcidiocesi di Milano), l’On. Bruno Tabacci (Assessore al Bilancio del Comune di Milano) e Franco Ellena (Direttore Generale di Unipol Assicurazioni).

Il sistema economico lombardo
Lo studio, realizzato da Mario Mazzoleni (Professore Associato di Economia Aziendale presso l’Università di Brescia) e da Stefania Marcozzi (Consulente Aziendale, esperta in benessere organizzativo), mostra come, in termini assoluti, fino al 2008 il prodotto interno lordo più grande tra tutte le regioni dell'UE fosse quello della Lombardia, con oltre 325 miliardi di euro. In termini di dimensioni economiche, quindi, la Lombardia rappresentava il sesto stato d'Europa, più o meno equivalente a Svezia e Belgio e superiore all'Austria, alla Polonia o alla Grecia. La crisi dell’ultimo triennio ha ridimensionato in parte questi valori: nonostante questo la regione resta comunque al vertice delle aree territoriali italiane ed europee, per forza economica e capacità di creare valore.
Questa capacità di generare valore si traduce sul fronte dei consumi, in Lombardia, in una forte concentrazione di beni di consumo «moderni» come il numero dei collegamenti ad Internet (con il oltre il 50% delle famiglie connesse), i personal computer (anche qui con alcuni punti sopra la media nazionale e comunque con una presenza del computer in una famiglia su due) e altri beni che vedono una presenza costantemente più alta nelle famiglie lombarde rispetto alla media nazionale (beni come la lavastoviglie, registratori video, ecc.)
Non solo: la Lombardia nel 2010 era caratterizzata anche dalla percentuale più bassa rilevata in Italia di famiglie che vivono al sotto della soglia di povertà: solo il 4% dei nuclei famigliari percepisce, infatti, un reddito inferiore ai 750 euro mensili (contro una media nazionale dell’11%).

Povertà e nuovi bisogni
Il quadro che emerge dalla ricerca è, quindi, quello di una Lombardia dinamica e capace di offrire condizioni economiche favorevoli. Un quadro che viene confermato anche dagli indici sulla spesa familiare media mensile che vede le famiglie lombarde in testa a questa classifica con circa il 18% di spesa in più della media regionale e, addirittura, circa il 68% in più di quanto spendono le famiglie siciliane.
Lo studio mette però in luce anche l’emergere di nuove condizioni di difficoltà per gli abitanti e di nuove categorie di poveri (i nuclei famigliari monoreddito, le donne prive di lavoro uscite da un’esperienza matrimoniale, i nuclei famigliari immigrati, i precari).
Questi dati sono strettamente legati al tasso di disoccupazione che, pur lontano dalle medie del Paese mostra un trend di incremento significativo attestandosi per la popolazione maschile nel 2011 a una percentuale ormai prossima al doppio di quanto rilevato nel 2004 e del 50% in più nello stesso periodo per le donne.
Un altro tema rilevante è quello legato alla composizione dei nuclei familiari e, in particolare al consolidarsi del fenomeno della solitudine per le persone al di sopra dei 65 anni (con quasi un terzo degli over 65 che vivono da soli). Significativi sono infine i dati relativi ai giovani, tra i 18 e i 34 anni, che nonostante lavorino non sono in grado di abbandonare il vecchio nucleo familiare, ben il 56,7% degli occupati in Lombardia.

Verso un nuovo welfare
La ricerca mostra insomma come, nonostante la crisi, la Lombardia sia ancora una regione ricca e dinamica dal punto di vista economico, ma anche come, all’interno di questo quadro emergano nuove forme di povertà e nuovi bisogni nella popolazione. Bisogni che, però, possono trovare una risposta nello stesso tessuto economico e sociale che li ha generati.
In questo senso in Lombardia il livello di efficienza e di esperienza, del privato sociale, o nell’area sanitaria privata offre agganci più forti di altre regioni per progettare modalità di intervento, che facciano leva su attori adeguati e capaci. Allo stesso modo, questa regione ha a proprio vantaggio un’esperienza, una presenza capillare e una capacità aggregativa nel mondo del «non for profit». Infine, la presenza attiva delle principali fondazioni economiche di derivazione bancaria già rappresenta una rete attiva di presidio del territorio.
La sfida lanciata dagli autori della ricerca si fonda sulla capacità di creare modelli aggregativi nuovi, in grado di avvicinare i soggetti che da un punto di vista «istituzionale» si sono associati alla pubblica amministrazione nel presidio dell’area lombarda, le Istituzioni (ex. Fondazioni, Associazioni, Cooperative Sociali), e le imprese che mostrano maggiore attenzione alle tematiche del sociale o una reale volontà di agire secondo i principi strategici che enfatizzano la responsabilita’ sociale.

«La sfida, lanciata dal prof. Mazzoleni, ci trova disponibili e pronti «– spiega Franco Ellena, Direttore Generale di Unipol Assicurazioni – Unipol ha una storia di profondo radicamento nel territorio ed è consapevole dell’importanza delle peculiarità delle diverse aree geografiche, se si vuole intervenire in modo efficace per soddisfare i bisogni emergenti. Per raggiungere questo obiettivo occorre coinvolgere tutte le parti in causa, in un percorso condiviso di analisi della situazione attuale e soprattutto di progettazione del futuro. Il Gruppo Unipol, per la sua lunga esperienza e la leadership riconosciuta nell’economia sociale, ha già aperto questo dibattito in «Welfare, Italia», il laboratorio per le nuove politiche sociali promosso insieme al Censis, con il quale si impegna a proporre strumenti nuovi e politiche attive in grado di rinnovare il settore delle tutele sociali»

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