24 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Banca Etruria

Banca Etruria, cosa ha detto Marco Carrai oltre a non «cibarsi dei banchetti mediatici»

L’imprenditore Marco Carrai spiega il senso della mail inviata all’allora ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, sul dossier Banca Etruria

Matteo Renzi con l'amico imprenditore Marco Carrai
Matteo Renzi con l'amico imprenditore Marco Carrai ANSA

ROMA - «È il mio lavoro. Io non sono un politico, non appartengo a nessun partito e non mi cibo di questi banchetti mediatici. Se in quella banca c’era il padre della Boschi a me non interessava e tuttora interessa niente. Io, ora come all’epoca, ero ambasciator privato. Tanto che, infatti, Renzi non sapeva nulla». L’imprenditore Marco Carrai spiega così in un’intervista al Corriere della Sera il senso della mail inviata all’allora ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, sul dossier Banca Etruria.

"Domandare è lecito"
«Poi – aggiunge – non ho mai detto che fossi consulente di una banca terza, bensì ho parlato di un mio cliente. Non mi occupavo di Etruria, ma della Banca Federico del Vecchio, controllata da Etruria. Il mio cliente, che stava lavorando sul dossier della Federico del Vecchio, era interessato a sapere se Unicredit chiudesse o meno su Etruria. Il suo legittimo interesse era sapere chi fosse il futuro proprietario della banca. Domandare è lecito".

"Mai parlato con Renzi"
Ghizzoni, che Carrai dice di stimare molto, come lui stesso ha detto lo conosce per questo, per essere un consulente privato e non come interlocutore del governo. Carrai, che siede nel Cda della Fondazione Open, assicura di non aver mai parlato con Matteo Renzi dell’istituto aretino e che «da Banca Etruria non sono mai arrivati finanziamenti».