Previdenza

Dal 2019 in pensione a 67 anni, ma ecco le categorie di lavoratori esentate

Il governo Gentiloni resta inamovibile sull'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita, ma offre ai sindacati uno spiraglio per le trattative

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan
Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

ROMA – Il Governo è irremovibile. L'automatismo che lega l'uscita dal lavoro all'aspettativa di vita è «confermato» perché è un «pilastro» della riforma delle pensioni e una sua revisione metterebbe a rischio i conti della previdenza, come ha ribadito il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. L'Esecutivo ha di fatto chiuso le porte in faccia ai sindacati che chiedevano di rivedere l'automatismo. Tradotto, a partire dal 2019 la maggior parte degli italiani potrà andare in pensione non prima di aver compiuto 67 anni. E l'asticella si alzerà ancora negli anni a venire. Tuttavia, forse, sarà possibile «correggere qualcosa» in un tavolo tecnico per individuare «categorie specifiche e casi particolari» di lavori più gravosi da escludere da questo meccanismo. E' questo l'unico spiraglio offerto dal governo Gentiloni a sindacati e cittadini. Alcuni lavoratori, infatti, che svolgono attività quotidiane particolarmente usuranti potrebbero essere esentati dall'aumento dell'età pensionabile. Ma quali sono?

Il Governo dice «no» ai sindacati
Il Governo ha detto «no» alla richiesta di Cgil, Cisl e Uil di rivedere l'automatismo che dal gennaio del 2019 innalzerà l'età pensionabile a 67 anni. Ma ha aperto uno spiraglio sull'allargamento della platea dei lavori usuranti. Il tema sarà affrontato in tavoli tecnici a partire dal 6 novembre per poi fare il punto politico il 13 di questo mese. La premessa a qualsiasi discussione, però, ha avvertito Gentiloni, è «non superare i principi generali della norma sull'aspettativa di vita». Quei principi rimangono validi e non possono essere messi in discussione per la credibilità internazionale del Paese. «Ma possiamo discutere con le parti sociali di situazioni specifiche e le cose eventualmente da correggere per sottrarre alcune categorie all'automatismo in ragione della gravosità di alcuni mestieri», ha aggiunto il premier.

Le categorie di lavoratori esentate
Il tutto nel rispetto della sostenibilità finanziaria, come ha ricordato Padoan, aggiungendo che il tavolo tecnico considererà la possibilità di «migliorare il meccanismo che determina cadenza dell'età pensionabile sotto il vincolo che non intacchi la sostenibilità del sistema che è pilastro della sostenibilità finanziaria del Paese». Intanto, però, vien da chiedersi quali potrebbero essere i lavoratori esentati dall'aumento dell'età pensionabile. Ecco qualche esempio: infermieri, operai edili, camionisti, maestre d'asilo. Si tratta delle stesse categorie che possono chiedere l'Ape social al compimento dei 63 anni d'età con almeno 36 anni di contributi o con 41 anni di contributi. Inoltre, resta la sospensione fino al 2026 dell'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita per altri lavori particolarmente gravosi come: minatori, palombari, addetti agli altiforni, lavoratori impegnati in spazi particolarmente stretti, oppure in turni notturni continuativi e ancora addetti alla catena e autisti di mezzi pubblici.