Economia | Decreto salva-banche

Banche fallite, papà Boschi trema per la legge contro i manager (ma sarà mai approvata?)

Il Senato ha approvato l'ordine del giorno della legge contro i manager delle banche fallite che potrebbe togliere il sonno anche a Pier Luigi Boschi

La legge contro i manager delle banche fallite prosegue il suo iter in Parlamento.
La legge contro i manager delle banche fallite prosegue il suo iter in Parlamento. (ANSA)

ROMA – Brutte notizie per il babbo della sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Maria Elena Boschi. Il Senato mercoledì scorso ha approvato all'ordine del giorno una legge contro i manager delle banche fallite che potrebbe togliere il sonno anche al padre dell'ex ministro per le Riforme del governo Renzi. Pier Luigi Boschi, infatti, era il vicepresidente di Banca Etruria all'epoca del crac ed è già stato sanzionato dalla Consob con più di una multa per un valore complessivo di 120mila euro. La norma approvata dal Senato, a dire il vero, è una versione edulcorata dell'emendamento al decreto di luglio sulla risoluzione delle banche venete presentato da Luigi Bersani e Davide Zoggia. I due chiedevano che qualora un'azione di responsabilità contro gli amministratori di una banca in crisi fosse stata accettata dal giudice, quest'ultimo avrebbe «sempre dovuto condannare gli amministratori».

L'ordine del giorno approvato al Senato
Ma la richiesta di Bersani e Zoggia è durata il tempo di uno sbadiglio ed è stata cestinata. Al suo posto, il Senato mercoledì scorso ha approvato un'altra formulazione (molto meno severa), proposta questa volta dal sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, che impegna l'Esecutivo a varare «tempestivamente» una normativa sulle responsabilità dei manager delle banche fallite negli ultimi anni. Il testo in questione, nello specifico, prevede che «sia resa più agevole la facoltà di attivare le pene accessorie, in particolare l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, dall'esercizio della professione, dagli uffici direttivi di persone giuridiche e imprese, ovvero l'incapacità di contrattare con la P.A.».

Questa legge (non) s'ha da fare
Evidentemente il pugno di ferro della proposta di Bersani contro gli amministratori responsabili del fallimento dei loro istituti finanziari si è già trasformato in un guanto di velluto. Ma non finisce qui. Infatti, nonostante la formulazione sia molto più soft contro i banchieri, non è neppure detto che l'impegno del Senato venga mantenuto perché la Legislatura è in scadenza e – come si sa – tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Soprattutto in Parlamento. Non è escluso che, proprio in virtù del legame di sangue tra l'ex vicepresidente di Banca Etruria e la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, il Partito democratico possa cercare di affossare il testo. Un aiuto in tal senso potrebbe arrivare perfino dalla Commissione europea, visto che nella norma in questione si propone di aumentare anche l'entità dei rimborsi per i risparmiatori coinvolti nei fallimenti delle banche. E questa possibilità contrarierebbe Bruxelles perché la Legge di Bilancio deve fare i conti con il Fiscal Compact.