27 giugno 2017
Aggiornato 07:00
Riforma taxi

L'Antitrust strizza l'occhio a Uber e chiede piena equiparazione taxi-Ncc

L'Antitrust si è espressa sulla contesa ceh da tempo vede scontrarsi gli operatori con licenza taxi e quelli dotati di licenza Ncc. Secondo l'Autorità sarebbe necessaria una piena equiparazione dei servizi

ROMA - Faro dell'Antitrust sui taxi. L'Autorità ha chiesto una rapida riforma del settore taxi e Ncc e ha inviato a Parlamento e governo una segnalazione per sottolineare la necessità di mettere la normativa al passo con l'evoluzione del mercato.

L'Antitrust si esprime sulla contesa tra taxi e Ncc
Per l'Authority è necessaria una «piena equiparazione dal lato dell'offerta tra gli operatori dotati di licenza taxi e quelli dotati di autorizzazione Ncc». Questo «faciliterebbe lo sviluppo presso il pubblico di strumenti evoluti di procacciamento della domanda (tipo Uber balck e Mytaxi)». La strada da perseguire, secondo l'Antitrust, non deve «essere quella di introdurre nuovi e/o ulteriori vincoli, su base territoriale, soggettiva o altro volti a limitare l'operatività delle nuove forme di servizi di mobilità urbana ma al contrario alleggerire la regolazione degli operatori esistenti, sviluppando al contempo le forme di servizio più innovative e benefiche per il consumatore».

Antitrust: più flessibilità operativa per i soggetti con licenza
Per questo «dovrebbe essere garantita una maggiore flessibilità operativa ai soggetti dotati di licenza taxi» in termini di: eliminazione dei vincoli attualmente esistenti al cumulo di più licenze, garantendo la possibilità che l'attività di taxi sia esercitabile in forma di impresa; massima flessibilità di turni ed orari (da considerare come minimi e liberamente derogabili); possibilità di offrire nuovi servizi integrativi (ad es. uso collettivo dei taxi); possibilità di attuare politiche autonome dei prezzi delle corse nel rispetto del vincolo della tariffa massima (in particolare con riferimento a particolari destinazioni come aeroporti, stazioni ferroviarie, luoghi di attrazione turistica).

Verso una piena equiparazione tra i servizi?
Dovrebbe, dunque, essere garantita una «piena equiparazione tra i servizi taxi e le altre forme di mobilità non di linea e dunque dovrebbero essere eliminate le disposizioni che limitano su base territoriale l'attività degli operatori Ncc», evitate ogni forma di contingentamento della autorizzazioni Ncc rilasciate dalla amministrazioni, previste forme di potere sostitutivo in presenza di inerzia delle amministrazioni a rilasciare nuove autorizzazioni (si consideri, quale esempio paradigmatico di inerzia amministrativa, il caso del Comune di Roma Capitale, che ha concesso le ultime autorizzazioni Ncc nel 1993 a fronte di oltre 5.000 noleggiatori presenti sul territorio comunale dotati di autorizzazioni di altri comuni).