11 agosto 2020
Aggiornato 06:00
50% di sconto

Rottamazione liti fiscali, come funziona e a chi fa paura

Dopo quella delle cartelle di Equitalia, arriverà anche la rottamazione delle liti fiscali. Il governo Gentiloni sta elaborando una vera e propria riforma per cercare di abbattere la montagna dei processi pendenti che ingolfano la giustizia italiana

ROMA – E' in arrivo la rottamazione delle liti fiscali. Chi ha una causa contro l'Agenzia delle Entrate o Equitalia e vi rinuncia potrà ottenere uno sconto del 50%. A dare l'annuncio è stato il viceministro all’Economia Luigi Casero, nel corso dell’apertura dell’anno giudiziario tributario 2017.

Arriva la rottamazione delle liti fiscali
Una montagna di processi pendenti composta da 468.839 liti. Numeri da capogiro che intasano i tribunali, ingolfano la giustizia e «tengono in ostaggio» i giudici. Fisco e contribuenti hanno pendenze giudiziarie pari a circa 32 miliardi di euro, solo per il 2016. Un intervento sulla giustizia tributaria in Italia è urgente e ineludibile. L'allarme arriva direttamente dalla Corte di Cassazione, che denuncia una pendenza da 105mila ricorsi, dove quattro su dieci sono di natura tributaria. Per cercare di sbloccare l'impasse, il governo sta quindi pensando a una rottamazione delle liti fiscali sulla falsariga di quanto ha già deciso per cartelle di Equitalia.

La proposta del governo Gentiloni
In particolare, l'esecutivo di Gentiloni vorrebbe realizzare una vera e propria riforma che prevederebbe innanzitutto l'aumento della soglia da 20mila a 50mila euro del valore delle liti per i quali è ammessa la mediazione, poi la trasformazione delle Commissioni in tribunali tributari con due giudici togati e uno laico e infine, per quanto riguarda il giudizio di legittimità, l’istituzione di una sezione bis tributaria in Cassazione con la chiamata di 50 giudici ausiliari. Un intervento deciso che dovrebbe servire a muovere la montagna dell'arretrato giudiziale e ad archiviarne le pendenze una volta per tutte. Oggi una lite fiscale non si chiude prima di cinque anni, con un enorme esborso si risorse pubbliche e capitale umano.

La reazione del direttore dell'Agenzia delle Entrate
Tuttavia, la proposta del Governo è stata accolta con una certa freddezza da parte del direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi. «È una scelta puramente governativa e politica, noi facciamo quello che il ministro ci dirà di fare», ha commentato la Orlandi che era presente, insieme al viceministro all’Economia Luigi Casero, alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario tributario 2017. Se è vero che anche in passato i rapporti tra il direttore dell'Agenzia delle Entrate e il governo Renzi non erano stati idilliaci, stavolta la Orlandi ha qualche motivo in più per mostrare diffidenza. Dal suo punto di vista potrebbe essere un «suicidio contabile» visto che il Fisco vince oltre il 76% dei ricordi che arrivano alla Cassazione. Rottamare le liti fiscali significherebbe rinunciare a una cospicua parte di questi soldi.