25 maggio 2020
Aggiornato 10:30
Pressione fiscale in aumento

Fisco, Imu e Tasi: una stangata da 5 miliardi sulle imprese

Per gli imprenditori italiani sta per arrivare la stangata di fine anno: entro il 16 dicembre dovranno versare la seconda rata di Imu e Tasi. Secondo la Cgia di Mestre dal 2011 al 2016 l'incremento del carico fiscale sugli immobili è stato spaventoso

ROMA – E' in arrivo una vera e propria stangata di fine anno per il tessuto produttivo e commerciale italiano. Entro il prossimo 16 dicembre, infatti, gli imprenditori saranno chiamati a versare la seconda rata di Imu e Tasi sugli immobili strumentali. Complessivamente costerà poco meno di 5 miliardi di euro.

Leggi anche "Perché chi non paga il canone RAI rischia la reclusione"

Arriva la stangata di fine anno
Entro il 16 dicembre gli imprenditori italiani devono versare la seconda rata di IMU e TASI. Al lordo del risparmio fiscale, afferma la Cgia con un comunicato, lo sforzo maggiore sarà richiesto agli albergatori che mediamente saranno chiamati a versare 6.000 euro circa a immobile. Seguono i proprietari dei grandi magazzini commerciali (categoria catastale D8), con poco più di 4.000 euro, e i "capitani" delle grandi industrie (D7), con poco più di 3.220 euro. Se per i capannoni di minori dimensioni (D1), gli artigiani e i piccoli imprenditori pagheranno poco più di 2.000 euro, per gli uffici e per gli studi privati (A10) i liberi professionisti verseranno un'imposta media di poco superiore di 1.000 euro.

Leggi anche "Fisco, e se vi dicessimo che 1 euro su 5 non dovevate pagarlo?"

5 miliardi di euro per la seconda rata di Imu e Tasi
Infine, il saldo su negozi (C1) e laboratori (C3) costerà ai commercianti e ai piccoli artigiani rispettivamente 498 e 377 euro. Complessivamente il pagamento della seconda rata di IMU e TASI costerà alle tasche degli imprenditori italiani circa 5 miliardi di euro. L'Ufficio studi della Cgia fa sapere che è giunto a questi risultati utilizzando, per ciascuna tipologia di immobile strumentale, le aliquote medie risultanti dall'analisi delle delibere dei Comuni capoluogo di provincia pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze. Per ogni tipologia di immobile sono state utilizzate le rendite catastali medie ricavate dalla banca dati dell'Agenzia delle Entrate.

La crescita fuori misura del carico fiscale sugli immobili
Paolo Zabeo, coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia, ricorda come «dal 2011, ultimo anno in cui abbiamo pagato l'Ici, al 2016 l'incremento del carico fiscale sugli immobili ad uso produttivo e commerciale è stato spaventoso». Tutto ciò ha dell'incredibile. E' utile ricordare che il capannone, ad esempio, non viene esibito dall'imprenditore come un elemento di ricchezza, bensì è un bene strumentale che serve per produrre valore aggiunto, dove la superficie e la cubatura sono funzionali all'attività produttiva esercitata. Accanirsi fiscalmente su questi immobili come è avvenuto in questi ultimi anni «non ha alcun senso, se non quello di fare cassa, danneggiando l'economia reale del Paese e, conseguentemente, l'occupazione».

Il 16 dicembre sarà una giornata di «passione»
Gli aumenti verificatisi negli ultimi anni per singola tipologia di immobile strumentale sono stati molto pesanti. Dal 2011 al 2016, l'incremento del carico fiscale al lordo del risparmio fiscale sugli uffici ha toccato il 145,5 per cento. Per i negozi l'aumento è stato del 140,9 per cento, per i laboratori artigianali del 109,7 per cento, mentre per gli alberghi, per i grandi magazzini commerciali e per i capannoni industriali il prelievo è quasi raddoppiato. Dalla Cgia, inoltre, si segnala che il prossimo 16 dicembre sarà una giornata di «passione» per milioni di imprenditori italiani. Oltre al pagamento della seconda rata dell'Imu e della Tasi, le imprese saranno chiamate a versare le ritenute Irpef e i contributi previdenziali dei dipendenti e dei collaboratori.

Gli imprenditori potrebbero avere problemi di liquidità
Inoltre, coloro che hanno optato per il pagamento su base mensile dell'Iva dovranno versare all'erario quella riferita al mese di novembre. «Se si considera che entro Natale bisognerà pagare anche le tredicesime dei lavoratori dipendenti - afferma il segretario della Cgia Renato Mason - per moltissimi imprenditori non sarà facile recuperare la liquidità necessaria per onorare tutte queste scadenze».La Cgia rileva ancora che a fronte di circa 20,9 miliardi di gettito previsti per l'anno in corso e riconducibili al pagamento dell'Imu e della Tasi su tutti gli immobili presenti nel Paese, quasi la metà (10,5 miliardi) sono in capo a quelli strumentali. Di questi, poco più di 9 miliardi saranno versati dagli imprenditori proprietari di questi edifici.

Da Imu e Tasi arrivano circa 21 miliardi di euro l'anno
Gli altri 11,8 miliardi di gettito non riferiti a edifici a uso produttivo/commerciale saranno «garantiti» dai proprietari di immobili sfitti, dai proprietari di seconde e terze case, da coloro che sono chiamati a pagare la Tasi sulle abitazioni principali di lusso, sulle aree edificabili, etc. Grazie alle misure di alleggerimento introdotte con la legge di Stabilità 2016, quest'anno i proprietari di immobili risparmieranno 4,3 miliardi di euro: di cui 3,5 miliardi dall'eliminazione della Tasi sulla prima casa; 530 milioni dall'eliminazione dell'Imu sugli imbullonati; 160 milioni dall'ampliamento dell'esenzione Imu sui terreni agricoli; 81,4 milioni dallo sconto Imu-Tasi sugli affitti con canone concordato; 21 milioni dalla riduzione per i comodati d'uso e 16 milioni dall'abolizione della Tasi agli inquilini.


 

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal