19 agosto 2019
Aggiornato 15:30
Al via il risanamento ambientale

Energia, Eni avvia il risanamento ambientale dell'impianto Isaf a Gela

Eni inaugura il cantiere per il risanamento ambientale dell'impianto Isaf a Gela, che prevede un investimento da 50 milioni di euro e darà lavoro a circa 80 persone. Sul territorio sono stati già avviati 32 cantieri e tutta l'area è un modello positivo

ROMA - Eni e Syndial hanno inaugurato il cantiere per il risanamento ambientale dell'impianto Isaf a Gela, alla presenza del presidente della Regione, del Prefetto di Caltanissetta, del sindaco di Gela e delle istituzioni locali, dell'amministratore delegato di Syndial, Vincenzo Larocca e del responsabile del Programma Gela, Luigi Ciarrocchi.

Eni inaugura il cantiere di risanamento ambientale a Gela
Con l'avvio delle attività di cantiere, immediatamente a valle del completamento dell'iter istruttorio da parte della Regione Sicilia e della prefettura di Caltanissetta, il programma di Risanamento Ambientale «entra in una fase fondamentale e si raggiunge un ulteriore importante passo nell'ambito degli impegni assunti con il Protocollo di Intesa del 2014", afferma l'Eni in una nota. Nel corso dell'evento è stato presentato il programma completo di decommissioning e bonifica completa dell'Impianto Isaf, che si articolerà complessivamente in 4 Fasi su un orizzonte temporale di circa 4 anni e, quindi, con il completamento di tutte le attività previsto entro il 2020.

Un investimento da 50 miliioni di euro
Nel dettaglio, nella prima Fase di intervento - spiega la società - si svolgeranno le attività di svuotamento del Decantatore e il trattamento dei fanghi estratti in un impianto mobile autorizzato, con l'allocazione dei fanghi stessi in un Deposito Preliminare realizzato in sito e finalizzato alla successiva messa a dimora in un'area dedicata. Particolarmente rilevante è l'impegno economico e occupazionale per l'area di Gela: l'intervento di decommissioning dell'impianto Acido fosforico prevede un picco massimo di circa 80 persone impiegate nel cantiere e un investimento complessivo di 50 milioni di euro.

32 cantieri sono stati avviati fino a oggi
Per quanto concerne il risanamento ambientale, Eni ricorda che tutte le attività di bonifica autorizzate sul territorio di Gela per Syndial, Isaf, RaGe, EniMed sono concluse o in corso di realizzazione. Sino ad oggi sono stati avviati 32 cantieri di cui 14 completati, per un impegno economico di circa 76 milioni di euro. Tali operazioni, per le quali sono state utilizzate le migliori tecnologie disponibili, hanno visto nell'anno in corso mediamente l'impiego di circa 220 risorse dell'indotto locale. Eni, inoltre, svolge costantemente attività di prevenzione attraverso ispezioni periodiche di tubazioni ed apparecchiature e manutenzione degli impianti, al fine di garantirne l'affidabilità e l'integrità tecnica, con benefici per l'ambiente e a tutela del territorio.

L'area di Gela è un modello positivo
I costi sostenuti sino ad oggi per tali attività hanno superato i 90 milioni di euro. Grazie all'impegno di Eni e Syndial, l'area di Gela - sottolinea la società - rappresenta un modello positivo di risanamento di un sito industriale, in cui si coniugano il recupero ambientale e la creazione di opportunità di sviluppo del territorio. Un esempio rappresentativo è costituito dalla realizzazione di un impianto fotovoltaico da 5MW per la produzione di energia rinnovabile su di una discarica dell'impianto Isaf dopo la messa in sicurezza permanente.

16000 tonnellate annue di petrolio risparmiate
L'impianto, in esercizio dal 2014, ha consentito sino ad ora un risparmio di 1.600 tonnellate annue di petrolio e conseguentemente una forte riduzione nelle emissioni di CO2. Eni e Syndial, inoltre, intendono realizzare a Gela un impianto sperimentale, denominata Waste to Oil, che prevede la produzione di bio-olio dal recupero della frazione organica dei rifiuti solidi urbani del territorio. Il progetto, che utilizza una tecnologia innovativa Eni, si caratterizza per gli importanti benefici a livello ambientale derivanti, nell'ipotesi di applicazione industriale, dal riutilizzo della frazione organica dei rifiuti e conseguente riduzione dei volumi da conferire in discarica.